Cadde nel torrente Ladello due anni fa, riportando gravi fratture. Oggi il ritorno a casa per Riccardo

Riccardo ISOL2284IMOLA – Una storia a lieto fine, festeggiata con una bella torta al centro sociale di Sasso Morelli e che ha visto per protagonista in pratica tutta la comunità locale. E’ quella che ha per protagonista Riccardo Flamigni, settantaduenne che da tempo vive a Sasso Morelli. Nel tardo pomeriggio del 30 agosto di due anni fa, mentre girava con la sua bicicletta, cadeva accidentalmente nel canale Ladello, riportando diverse fratture in più parti del corpo, che gli impedivano di risalire la sponda del canale. A rendere ancora più pesante la situazione, c’era il fatto che era rimasto praticamente un giorno intero nel fosso, impossibilitato a muoversi causa le ferite e fratture. A trovarlo e salvarlo la sera del giorno dopo sono stati i suoi amici di Sasso Morelli, in particolare gli amici del bar ‘La Quercia’, all’interno del centro sociale di Sasso Morelli, a cominciare da Cinzia, Clarissa e Gabriella, che lo gestiscono. Per tutti in paese, infatti, Riccardo è uno di famiglia, a cui vogliono bene. E non vedendolo arrivare al bar il mattino dopo, in tantissimi si sono subito messi a cercarlo, passando al setaccio la strada e i canali fino a Sesto Imolese. A trovarlo, ferito e impaurito, è stato Marino Mengoli, il marito di Cinzia, dopo oltre 24 ore dalla caduta.
Subito il ricovero all’ospedale di Imola e gli interventi operatori e le cure del caso, con il successivo ricovero nella casa protetta Toschi di Dozza, per la necessaria riabilitazione. Anche durante questo periodo di riabilitazione, la rete di solidarietà degli amici di Sasso Morelli ha funzionato alla grande, non lasciando mai solo Riccardo. “In tanti siamo andati a prenderlo di giorno per portarlo a Sasso Morelli e poi riaccompagnarlo a Dozza la sera”.
Questa senso di solidarietà vera e la notevole forza di volontà di Riccardo, uniti all’aiuto dei fisioterapisti gli ha consentito di recuperare la deambulazione.
Chi lo conosce bene racconta che Riccardo ha sempre avuto come obiettivo il rientro a casa. Grazie al suo carattere socievole e rispettoso, in tutti questi anni ha costruito a Sasso Morelli una buona rete amicale e tutti lo conoscono e gli vogliono bene, tanto che si sono prodigati al fine di soddisfare il suo desiderio che è anche quello dei residenti a Sasso Morelli. Così ieri è avvenuto il suo ritorno a casa, a Sasso Morelli, in un nuovo alloggio che il Comune di Imola si è attivato per fargli avere, questa volta al primo piano, privo di barriere architettoniche, mentre il servizio sociale ha attivato un piano assistenziale che insieme al calore degli amici di Sasso Morelli faranno sentire Riccardo di nuovo a casa, in famiglia.
Ed oggi la festa al bar La Quercia del centro sociale. “L’idea della festa è nata scherzando, quando lo andavamo a trovare durante la sua permanenza in ospedale e per la riabilitazione. Quello di poter ritornare il prima possibile nella sua casa di Sasso Morelli era il su desiderio più grande” raccontano Cinzia, Clarissa e Gabriella in pratica a nome di tutti gli amici di Riccardo.
Fra la torta, i salatini e lo spumante, è stata vera festa. “Sto bene e sono molto contento di essere qui e dell’accoglienza. Grazie a tutti degli auguri” dice Riccardo Flamigni fra un sorriso e l’altro, fra un abbraccio e l’altro.
Piena soddisfazione per il lieto fine di questa vicenda è stato espresso anche da Roberto Visani, vice sindaco ed assessore alle Politiche sociali, che ha partecipato alla festa di bentornato a casa, oggi al centro sociale di Sasso Morelli. “Sono contento che oggi Riccardo sia tornato a casa sua! Voglio ringraziare gli amici del Centro sociale di Sasso Morelli e i professionisti dei nostri servizi che in questo periodo hanno consentito a Riccardo di conservare un legame importante con questo luogo – commenta Visani -. Il servizio di assistenza domiciliare e la rete amicale su cui Riccardo può contare rappresentano un esempio incoraggiante di welfare di comunità rispettoso della dignità delle persone e del loro bisogno di vivere la dimensione della socialità. In questa esperienza fatta di solidarietà e amicizia possiamo cogliere il volto più bello della nostra città che non vuole rassegnarsi alla cultura dell’indifferenza”.

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