Terrorismo, espulso marocchino residente a Imola. L’annuncio del ministro Alfano

 

alfanoIMOLA – Si alza nuovamente a Imola la soglia di allarme per l’espulsione di un marocchino residente in Città e che aveva manifestato “vocazione al terrorismo”. La notizia è stata annunciata proprio dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano. Sulla vicenda Forza Italia e Lega Nord intervengono pesantemente:

“E adesso che un marocchino residente a Imola è stato espulso perché “aveva aderito a una pratica integralista della religione con vocazione al terrorismo”, cosa dice il nostro sindaco di Imola Daniele Manca? – si chiede Simone Carapia, capogruppo FI Imola – Sono tutti così perfettamente integrati come ci vogliono far credere? Questa vicenda, una volta di più, deve far alzare la soglia di allarme anche da parte dei nostri amministratori locali, i primi che hanno contatto diretto con le comunità islamiche presenti numerose anche nella nostra Città. Ricordiamo che l’inchiesta coordinata tra il 2005 e il 2012 portò all’individuazione di cinque tunisini e un marocchino, residenti tra Faenza, Imola e Bologna e che finirono in carcere per associazione eversiva con finalità di terrorismo. Ancora una nuova indagine, nel 2011, portò all’individuazione di altre 12 persone che avevano avuto contatti con i sei arrestati. E vogliamo ricordare che, fino a poche settimane fa, sul sito della casa della cultura islamica era ancora presente la foto di Musa Cerantonio, riconosciuto come uno dei maggiori propagandisti dell’Isis. C’è voluta una nostra interrogazione in Consiglio per far rimuovere quella foto”.

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Sul caso interviene anche il consigliere metropolitano di Uniti per l’Alternativa Michele Facci:

“Siamo ovviamente contenti del provvedimento assunto, ma ciò dimostra che i controlli vanno rafforzati ovunque e su tutto il territorio metropolitano. Di recente sono stati potenziati i controlli alla basilica di San Petronio a ulteriore testimonianza che ormai la realtà dell’integralismo islamico non la si può più nascondere. Altra circostanza che fa riflettere è l’allarme lanciato dal Sap che chiede corsi di formazione per gli agenti proprio per fronteggiare il problema terrorismo. Su questo il Governo deve seriamente intervenire. Prepareremo anche un documento da presentare in Città metropolitana perché è ora che gli amministratori chiariscano i loro rapporti con i centri di cultura islamica, che vanno ulteriormente regolamentati nel senso della trasparenza, e sui quali bisogna esercitare un’azione di controllo legata soprattutto alla provenienza dei finanziamenti ricevuti”.

Un allarme condiviso dal consigliere regionale della Lega Daniele Marchetti, imolese. “Non e’ la prima volta che il
territorio imolese viene coinvolto in un’indagine contro il terrorismo islamico, ennesimo segnale che non siamo immuni a questo pericolo”. “Abbiamo sempre dichiarato la nostra preoccupazione in merito. Ora sarebbe importante capire se il marocchino colpito dal provvedimento di espulsione frequentasse o meno il centro culturale islamico della citta’ che non ha mai brillato per trasparenza. Vorremmo capire inoltre se Khalid Smina, oggi espulso, abbia fatto proselitismo all’interno della comunita’ musulmana presente sul nostro territorio”.

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