Privatizzazione Hera: la Cgil impugna il patto di sindacato. “Non può finire a tarallucci e vino”

acqua2BOLOGNA – La Cgil impugna il protocollo d’intesa con i sindacati firmato solo due anni fa dal sindaco Daniele Manca in qualita’ di presidente del patto di sindacato dei sindaci in cui si metteva nera su bianco l’impegno dei Comuni a “garantire una loro partecipazione in misura pari almeno al 51% e mantenere anche in futuro la maggioranza in mano pubblica”.

Parole superate dagli eventi. “Gli accordi vanno rispettati. Quell’intesa fu firmata anche dai confederali nazionali. Per questo ci sara’ un incontro con i sindacati nazionali che non puo’ finire a tarallucci e vino. Se va male ci saranno delle conseguenze”, avverte Colla. Il timore e’ che l’operazione Hera porti alla rottura degli argini. “E’ un libera tutti per le multiservizi di tutta Italia. La prossima potrebbe essere Iren. Che siano i sindaci bolognesi ad aprire le danze e’ incredibile”, allarga le braccia Colla, preoccupato soprattutto perche’ in ballo c’e’ anche la proprieta’ delle reti. “Questa operazione portera’, piano ma inesorabilmente, Hera e il suo gruppo dirigente a concentrarsi sul dare dividendi ai soggetti che diventano maggioranza, a quel punto si strutturera’ sempre piu’ l’azienda in forma commerciale: per fare piu’ utili si faranno appalti a go-go, perche’ il costo del lavoro e’ piu’ basso. Si sposteranno i risparmi sul costo del lavoro per dare gli utili agli squali della finanza. Un capolavoro balistico dal punto di vista istituzionale”, sentenzia Colla, secondo il quale la cessione delle quote e’ contraria anche alla volonta’ degli emiliano-romagnoli espressa attraverso il referendum sull’acqua del 2011. “Ci dispiace che Cisl e Uil non siano con noi in questo sciopero, che si basa, peraltro, su un documento unitario”, conclude il segretario della Cgil dell’Emilia-Romagna.

La Cgil, insomma, chiama ‘alle armi’ i lavoratori di Hera contro la decisione dei Comuni azionisti della multiutility di cedere parte delle loro quote della societa’. La multiservizi emiliano-romagnola (ma anche le aziende che hanno in gestione i call center) si fermera’ il 28 aprile, lo stesso giorno in cui si terra’ l’assemblea dei soci, cui fara’ da contrappunto l’assise dei lavoratori che, presieduta da Susanna Camusso, eleggera’ un proprio presidente. “Questo e’ solo l’inizio”, promette il segretario regionale della Cgil, Vincenzo Colla, assicurando che la mobilitazione continuera’ anche dopo la decisione dei sindaci, ai quali il sindacato rivolge un accorato appello: “Fermatevi”. La Cgil, infatti, non crede che gli enti locali, come prevedono le modifiche allo statuto al voto in queste settimane nei consigli comunali, scendendo dal 51% al 38% potranno veramente mantenere il controllo dell’ex municipalizzata. “E’ una barzelletta. E’ un’alchimia statutaria”, taglia corto Colla. “Hera sara’ sempre piu’ controllata da grandi soggetti finanziari, i famosi squali, che sono i cinque grandi fondi che sono gia’ nell’azionariato. Quando sei in bocca a quegli squali ti cambia tutto: perche’ siccome devono fare business, non gli importa dove portare l’acqua, che tipo di qualita’ di servizio, se abbiamo bisogno di fare degli investimenti. Gli importa il ritorno a breve e fare soldi”, avverte il leader della Cgil, facendo riferimento ai primi cinque investitori istituzionali del gruppo: Lazard, BlackRock, Norges Bank, Pictet, Fideuram. “Che questa operazione sia fatta dai sindaci di questa regione sui beni comuni e’ incredibile. E’ una resa rispetto alla capacita’ di programmare il futuro. Si vende per un pieno di benzina”, non si capacita Colla. (Fonte: Dire)

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