I minori stranieri non accompagnati ci costano 841mila euro l’anno: che fare?

minori non accompagnatiE’ allarmante la fotografia che arriva dal Circondario imolese sui minori stranieri non accompagnati che giungono sul territorio e vengono poi ospitati fino alla maggiore età in strutture di accoglienza e a carico dei nostri servizi sociali.

A seguito dell’indagine che nel febbraio 2014 aveva portato all’arresto di tre albanesi sospettati di dare vita a un vero e proprio traffico di minori dalla provincia albanese di El Basan, zona tra l’altro senza particolari problematiche, ma dalla quale erano arrivati, nel 2013, 25 minori presi poi in carico dall’Asp di Imola, avevo provveduto a presentare un’interrogazione al NCI per capire quanto il fenomeno sia diffuso sul territorio.

In effetti, come si evince dalle parole del delegato ai Servizi Sociali, Stefano Golini, il fenomeno è parecchio preoccupante e la sua entità la si intuisce soprattutto dai costi sostenuti dalla nostra Asp; costi che, dal 2013 al 2014 sono quasi raddoppiati.

Nel 2013 la nostra Asp ha sopportato un costo di 461mila 520 euro per complessivi 30 minori laddove il contributo ministeriale è stato di poco meno di 30mila euro. Nel 2014 la spesa ammonta a 841mila554 euro con un contributo ministeriale per il primo semestre di circa 90mila euro ai fini dell’inserimento residenziale di 46 minori.

Tuttavia ritengo che a tratti la risposta data sia vaga ed evasiva. In particolare chiedevo conto della possibilità di prendere contatti con il Console o i Consoli di riferimento e di avviare una seria collaborazione internazionale per contrastare tale fenomeno o, quantomeno, per verificare che i minori accolti siano davvero in condizione di disagio e non vengano inviati in Italia proprio dai genitori e solo per usufruire del mantenimento a nostro carico fino alla maggiore età. E’ indispensabile che tale dibattito si apra nella nostra Regione e che sia predisposta una normativa adeguata al riguardo. Pertanto, auspico che i consiglieri regionali sensibili al tema possano segnalare la questione alla Regione Emilia Romagna che deve assolutamente intervenire quale parte attiva per monitorare e regolamentare tale fenomeno.

Brigida Miranda, capogruppo La tua Castel Guelfo NCI

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