“Che fine ha fatto il turismo imolese?”, il grido d’allarme del titolare di Monte del Re

“Che fine ha fatto il turismo imolese?”, il grido d’allarme del titolare di Monte del Re

DOZZA – E’ un grido d’allarme, e nemmeno il primo, quello lanciato dal titolare dell’hotel e ristorante Monte del Re, Umberto Cavina. Il tema è, ancora una volta, l’andamento del turismo imolese. Lo chef del locale di Dozza, giovedì 14 maggio, si è recato a Palazzo Segni Masetti, a Bologna, in occasione di un incontro promosso dall’associazione Federalberghi del capoluogo emiliano. Si discuteva di ‘Arte, business, enogastronomia e fiera: pubblico e privato insieme per il futuro del turismo bolognese’. «Imola non fa parte della Città metropolitana di Bologna? Non si parla sempre di fare rete, soprattutto in merito al turismo? Ecco, questi sono i motivi che mi hanno spinto ad andare tra il pubblico e ascoltare ciò che avevano da dire i relatori, tra cui il sindaco Virginio Merola. D’altronde una platea di operatori del settore riempiva la sala» spiega Umberto Cavina, unico imprenditore del tessuto imolese presente all’appuntamento. «I relatori hanno parlato con grande positività, soddisfatti del fatto che Bologna sta crescendo e, anche se a piccoli passi, superando la crisi – continua -. Così gli operatori del turismo sono ottimisti sul futuro del settore. Meno contenti, invece, noi imolesi che, a mio avviso, non abbiamo avuto la capacità di relazionarci sufficientemente con Bologna e Ravenna e oggi non ci rimane altro che raccogliere le briciole che ci vengono lasciate da queste due città, evidentemente più virtuose».
«Però nell’Imolese ci sono degli operatori che ci credono ancora – va avanti – e voglio lanciare un appello a tutti loro. Uniamoci e presentiamo alle istituzioni progetti di sviluppo concreti per rilanciare il nostro territorio. Dobbiamo avere una vision in grande delle nostre aziende perché, se comunicate nel modo giusto, sono eccellenze in grado di attirare turismo di massa ed elitario». Non è la prima volta che Umberto Cavina cerca una strada per valorizzare il turismo del territorio in cui lavora. «A febbraio, insieme con alcuni associati di Unindustria e una rappresentanza dell’associazione, abbiamo chiesto un incontro col sindaco Daniele Manca, nonché vicesindaco metropolitano, per discutere di turismo e sapere cosa stesse succedendo in Stai, alla luce della mancanza di una promozione turistica che portasse riscontri positivi. In quell’occasione il sindaco, oltre a prospettarci un percorso nel quale Con.Ami sarebbe diventato protagonista, ci rimandò ad Apt Servizi, interlocutore più adatto in un’ottica di area vasta». E così è stato fatto. Nei mesi scorsi lo stesso gruppo che era andato da Manca è stato ricevuto dal direttore di Apt «che a sua volta ci ha rimandato ad alcuni tour operator quali interlocutori più adatti. Abbiamo inviato loro una lettera spiegando la situazione, ma finora tutto tace. Ed è inutile negare che ci si sente abbandonati, privi di un interlocutore preciso con cui parlare, ma soprattutto privi di una rappresentanza. E’ questa l’ottica di area vasta a cui ci si ispirava?».

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