Ampliamento discarica: le preoccupazioni dei cittadini e di Legambiente

Ampliamento discarica: le preoccupazioni dei cittadini e di Legambiente
“Ho sempre pensato e valutato come una seconda Chernobyl la discarica di Imola, conosco come pochi le falde sabbiose che si trovano in mezzo all’argilla in quella zona e purtroppo, come sapete benissimo, le piccole vene sabbiose trasportano acqua, quindi il liquame della discarica.
Le tante aziende agricole nei dintorni, compresa la mia, in 40 anni sono state passate quasi tutte con la ruspa per sistemare i campi, ed anche uno sprovveduto capirebbe cosa si trova nel sottosuolo e senza ombra di dubbio: basta solo verificare cosa scorre nel Rondinella ogni volta si verificano eventi piovosi straordinari. Il resto che ci raccontano i nostri amministratori, gli organi di controllo e i gestori della discarica, sono utopie geologiche per giustificare scelte finalizzate al solo scopo economico che nulla hanno a che fare con la salute, l’ambiente e la sicurezza.” 
Questo è in estrema sintesi il contenuto di alcune valutazioni che cittadini residenti ci hanno voluto trasmettere a testimonianza di cosa succede là dove la stragrande maggioranza degli imolesi non osa metterci piede per la sola puzza quotidiana, ma che inconscia, con ogni probabilità, sta già pagandone le conseguenze per cause ben più gravi.
La UE e di conseguenza la Regione E-R, conscie di cosa comportano le discariche hanno emanato direttive e leggi ben precise, tant’è che il titolo della recente legge regionale 5 ottobre 2015, n. 16, recita: “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata e modifiche alla legge regionale19 agosto 1996 n. 31”.
Comune di Imola, Hera e Con.ami, cosa hanno fatto e pensano di fare in merito? Ampliare una discarica di oltre 40anni di vita, raggiungibile con una viabilità fatiscente e in mezzo ai calanchi dell’Appennino imolese-riolese!
Qualunque amministratore che abbia a cuore la tutela del suo territorio, direbbe, “NO grazie”, noi abbiamo già dato ed ora lavoreremo per raggiungere gli obiettivi fissati dalla nuova legge regionale, “….minimizzando il quantitativo di rifiuto urbano non inviato a riciclaggio con l’obiettivo di raggiungere un quantitativo annuo procapite inferiore ai 150 chilogrammi per abitante”.
Giulia Olivieri
Legambiente

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