Baldazzi e Pd, di nuovo amore? Il sindaco di Castel del Rio detta le regole alle prossime elezioni

Baldazzi e Pd, di nuovo amore? Il sindaco di Castel del Rio detta le regole alle prossime elezioni

CASTEL DEL RIO – Alla fine il matrimonio si farà. Alle prossime amministrative del 2016 il Partito democratico ha deciso di appoggiare il sindaco civico Alberto Baldazzi che, nel 2011, sconfisse proprio l’avversario Pd.

Evidentemente l’alleanza con Baldazzi, secondo il segretario di Federazione Marco Raccagna, è l’unico modo per “ricucire una ferita” prodotta cinque anni fa. Ferita – va detto – che ha danneggiato esclusivamente il Pd che, a Castel del Rio è praticamente azzerato.

Dunque il Partito democratico ha scelto di avvicinarsi a Baldazzi. Ma è il sindaco a dettare tutte le condizioni. Punto primo: Castel del Rio resterà estranea al percorso di fusione dei Comuni intrapreso dai vicini Comuni di Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano. Nel corso di tutta la prossima legislatura l’alleanza che si candida a governare seguirà da vicino quel percorso e osserverà la sua evoluzione con spirito di collaborazione. Punto secondo: la lista si chiamerà “Per Castel del Rio”, il candidato sindaco sarà Baldazzi e altri otto candidati, quattro civici e quattro del Pd. Punto terzo: si va avanti con le gestioni associate sviluppate nell’ambito del Nuovo Circondario Imolese ma sarà garantita autonomia di azione al sindaco e alla giunta.

Alberto Baldazzi (2)Per Baldazzi questa “è una scelta a tutela del Comune, della Comunità e della sua gente, e per la continuità amministrativa: il clima con il gruppo Pd in Consiglio non è mai stato di contrasto. Castel del Rio è una Comunità originale, con caratteristiche diverse dalle altre, sia per distanza dalla città, sia per imposizione fiscale – ci sono molte seconde case – sia per vocazione economica, legata al turismo e agli eventi. Non si fa alta politica né si imbastiscono alte strategie, ma qui, da sempre, si ragiona per la comunità e per il suo futuro. Non siamo affatto isolazionisti, anzi, abbiamo sempre dato una mano a chi ce l’ha chiesta, ma non intendiamo in alcun modo rinunciare alla nostra autonomia, almeno fino a che il bilancio in ordine e la presenza di una locale classe dirigente, oltre a un ricchissimo associazionismo, ce lo permetteranno. Le scelte, tutte le scelte, sono e saranno anche in futuro informate al principio della tutela degli interessi di Castel del Rio”.

“Comprendo la scelta fatta dai miei colleghi di vallata e dal Pd a Fontanelice, Borgo Tossignano e Casalfiumanese – prosegue Baldazzi -. Lì le condizioni sono diverse e faccio i migliori in bocca al lupo a chi intende intraprendere percorsi di fusione, se ritenuti validi per le loro Comunità. Noi adesso siamo a posto così. Certamente manterremo buoni rapporti e collaboreremo come sempre con i nuovi Enti. Siamo e desideriamo restare in pace con tutti”.

“L’alleanza tra il Pd e la lista civica che oggi governa Castel del Rio è la via maestra per ricucire una ferita che cinque anni fa si è prodotta negativamente nella comunità alidosiana – afferma il segretario dell’Unione territoriale Imolese Marco Raccagna -. Ci sono le condizioni  per intraprendere insieme questa strada. Soprattutto però ci sono Castel del Rio e i suoi cittadini: loro devono essere al centro del nostro agire e un governo più forte, più largo e ancora più stabile non potrà che portare vantaggi agli alidosiani. Non si antepongono antipatie e simpatie personali all’interesse di una comunità. Conosco Alberto Baldazzi da molti anni e penso abbia ben governato in questo tempo complicato”.

Come sono cambiate le cose da quel lontano 2011 quando, a Castel del Rio, si catapultarono proprio tutti i massimi esponenti del Pd (persino l’onorevole Marchignoli, originario proprio della terra alidosiana), per seguire da vicino lo spoglio elettorale. E dovettero tornare a casa con la coda tra le gambe, sconfitti da un civico a cui non avevano voluto concedere le primarie. Ora il Pd torna sui suoi passi, ma deve abdicare al tema della fusione dei Comuni. E mentre nel resto della Vallata professerà che la fusione è cosa buona e giusta, a Castel del Rio si batterà per il mantenimento dell’autonomia.

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