Castel Guelfo, raccolta firme per decidere sul futuro del Circondario Imolese

Castel Guelfo, raccolta firme per decidere sul futuro del Circondario Imolese

“Volete Voi che il Comune di Castel Guelfo continui a far parte del Nuovo Circondario Imolese”?

E’ questo il quesito che il Comitato referendario di Castel Guelfo intende sottoporre ai cittadini attraverso una consultazione popolare prevista dall’articolo 8 dello Statuto comunale. Un’iniziativa nata spontaneamente da un gruppo di persone che da alcune settimane si è attivato per raccogliere le firme utili all’indizione del Referendum. Ai sensi dell’art.8 il numero di firme deve essere non inferiore a 1/20 dei cittadini residenti (pari circa a 235 firme).

L’iniziativa è sostenuta anche dai gruppi consiliari “La tua Castel Guelfo” e “Movimento 5 stelle” che sabato prossimo saranno presenti con due banchetti, rispettivamente in piazza XX Settembre e davanti alla Coop Reno per dare la possibilità ai cittadini di sottoscrivere la richiesta di Referendum. “La battaglia – precisano i capigruppo Francesco Dalto e Giuseppe Lioncino – resta assolutamente apolitica e apartitica e non è nostra intenzione piantare bandiere e simboli su una iniziativa che nasce esclusivamente dalla volontà popolare. Come gruppi consiliari riteniamo però doveroso mettere a disposizione i nostri gazebo per la raccolta firme”.

La richiesta di Referendum nasce per dare ai cittadini la parola su un tema fondamentale che risiede nell’adesione – o meno – al Nuovo Circondario Imolese, l’ente nel quale di fatto si prendono tutte le decisioni che riguardano la vita politica e amministrativa di Castel Guelfo. Sotto il profilo giuridico il Referendum è ammissibile per tutta una serie di motivi.

Innanzitutto il Comitato ricorda che l’art. 2 dello Statuto del Circondario (che impedisce il recesso ai Comuni) è assolutamente incostituzionale e incoerente con il principio di sovranità comunale: in altre parole, il Comitato ritiene che l’amministrazione non possa appellarsi all’articolo 2 qualora intendesse negare il Referendum (si ricorda che, ai sensi degli artt. 132 e 133 della Costituzione i Comuni hanno potere di iniziativa anche sul distacco da una Regione e l’aggregazione a un’altra e sul mutamento delle circoscrizioni provinciali).

Il Comitato ritiene irricevibile anche l’eventuale giustificazione legata all’obbligo, per i Comuni sotto i 5mila abitanti, di associare le funzioni fondamentali: tali funzioni, infatti, possono essere associate anche al di fuori del Nuovo Circondario Imolese ricorrendo allo strumento della convenzione. Se è vero infatti che una legge regionale disciplina gli Ambiti ottimali (i Comuni del Circondario sono inseriti tutti nell’Ambito Imolese), è anche vero che non esiste obbligo per i Comuni di fare parte dell’Unione riferita a quell’ambito (ricordiamo ad esempio la recente uscita di San Lazzaro dall’Unione Savena-Idice o il fatto che comuni quali Molinella e Castenaso pur ricompresi nell’ambito ottimale Terre di pianura non appartengono a nessuna Unione).

Intento di questo Referendum è dunque aprire una riflessione sull’opportunità politica di rimanere all’interno del Nuovo Circondario Imolese visto che tutte le funzioni possono essere gestite in forma associata anche con semplici convenzioni tra Comuni interessati, che diventano di volta in volta parte attiva nella definizione dei criteri e delle modalità stesse dell’accordo, svincolandosi dalla dipendenza imolese.

L’amministrazione guelfese, nel caso in cui si raggiungesse il numero di firme utili per il referendum, avrà dunque l’obbligo di indire la consultazione popolare. Anche se il referendum è solo consultivo, l’amministrazione guelfese non potrà non tenere in considerazione la richiesta dei cittadini in primis e aprire un conseguente dibattito politico una volta che la popolazione si sarà espressa su tale quesito.

(Per info si può ulteriormente contattare Susanna Ferlini, referente Comitato referendario: 333 3008523)

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