AIDS: in Emilia Romagna 337 nuove persone sieropositive. Ma aumentano le diagnosi tempestive

AIDS: in Emilia Romagna 337 nuove persone sieropositive. Ma aumentano le diagnosi tempestive

In Emilia-Romagna diminuiscono le persone che arrivano tardi alla diagnosi di Hiv.

Per la prima volta è in calo, nel 2014, il numero di persone che fa il test Hiv già in Aids conclamato o con il sistema immunitario fortemente indebolito e questo permette di attivare cure tempestive e più efficaci.
Il dato emerge dall’annuale rapporto regionale realizzato per la Giornata mondiale dell’1 dicembre: le nuove diagnosi nella fase avanzata della sieropositività o già in Aids sono state nel 2014 il 46,9% del totale contro il 53,9% del 2013 e rispetto a una media degli ultimi nove anni del 49,9%. La media nazionale nel 2014 è al 53,4%.

Il dato si somma al generale calo che si registra nell’andamento temporale delle diagnosi di Hiv e Aids: nel 2014 sono state 337 le nuove persone sieropositive residenti, in leggero aumento rispetto al 2013 ma al di sotto della media regionale dei sette anni precedenti, e 71 le persone entrate nella malattia contro le 78 dell’anno precedente.

Il calo delle diagnosi tardive testimonia una aumentata consapevolezza da parte delle persone: sulla percezione del rischio, sull’utilità di effettuare precocemente il test dell’Hiv e sulla importanza di avviare il prima possibile le terapie antiretrovirali in modo che siano più efficaci.

 

L’attività di sensibilizzazione e di sorveglianza sulla malattia è un costante impegno anche per la sanità locale.

“Negli ultimi anni – spiega la Dr.ssa Alessandra Govoni, infettivologa dell’Ausl di Imola – l’attenzione pubblica sul tema dell’AIDS è calata, nonostante i nuovi casi di infezione, nei paesi sviluppati come il nostro, siano sostanzialmente stabili. Seppur in lieve miglioramento, la percezione del rischio tra la popolazione è ancora troppo bassa, come è  tutt’ora diffusa l’errata convinzione che la malattia riguardi solo particolari categorie di persone, ad esempio i tossicodipendenti e gli omosessuali. Al contrario, oramai da diversi anni, la prima causa di contagio da HIV sono i rapporti eterosessuali non protetti (oltre 53% dei casi)”.

 

L’importanza di non abbassare mai la guardia e di continuare a sensibilizzare la popolazione sul tema è quindi evidente. Per questo l’Ausl di Imola, già da tempo attiva sul territorio con attività informative come quelle svolte dai professionisti del Consultorio Familiare nelle scuole, e desidera ringraziare il Centro Giovanile Ca’ Vaina e l’Associazione di promozione sociale T.I.L.T. per gli ulteriori momenti di coinvolgimento della cittadinanza, soprattutto giovanile, di cui si rendono protagonisti nel corso dell’anno.

 

“Il preservativo, anche quello femminile, resta il fondamentale strumento di prevenzione dell’infezione da HIV nel caso di  rapporti occasionali o se ancora non si è in sufficiente confidenza affettiva col proprio partner per decidere di effettuare, insieme, un test HIV – continua Govoni – Effettuare il test è essenziale: la diagnosi precoce, infatti, permette di attivare tempestivamente cure efficaci. Le nuove terapie di farmaci antiretrovirali hanno allungato in modo molto significativo il periodo di tempo che trascorre tra l’infezione e la malattia.”

Ad Imola il test si esegue in accesso diretto, senza bisogno di impegnativa medica, ed in modo gratuito e anonimo presso il Centro prelievi Polo Territoriale Città di Imola (Ospedale Vecchio) via Caterina Sforza, 3 dal lunedì al sabato dalle 9 alle 10. Sarà possibile contattare dopo 7 giorni dal prelievo l’Ambulatorio Infettivologico per ritiro referto ed  il counselling (tel. 0542 662850 orari: lunedì-martedì-giovedì dalle 9 alle 12, mercoledì dalle 13 alle 14.30).

 

I DATI LOCALI

Nel territorio dell’AUSL di Imola, dal 1984 alla fine del 2014 sono stati diagnosticati 247 casi di AIDS conclamato su residenti. 174 i deceduti. Nel biennio 2013-2014 l’incidenza media della malattia (numero di nuove diagnosi di AIDS conclamato in rapporto alla popolazione residente) sul nostro territorio è di 0,8 casi per 100mila abitanti (un solo caso per anno), la metà della media regionale.

Il dato confortante sull’incidenza della malattia è effetto soprattutto dell’efficacia delle moderne terapie e della precocità della diagnosi di sieropositività.

La condizione di sieropositività è attualmente considerato l’indicatore più importante per valutare la diffusione del virus nella popolazione. Nel 2014 sono stati segnalati, nell’AUSL di Imola, 3 nuovi casi di sieropositività per HIV, 80 nel territorio della Provincia di Bologna (l’80% sono maschi ed il 70% circa di nazionalità italiana).

 

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