All’ospedale di Imola la spending review taglia l’acqua ai pazienti. Solo mezzo litro al giorno

All’ospedale di Imola la spending review taglia l’acqua ai pazienti. Solo mezzo litro al giorno

Di Brigida Miranda

IMOLA – Quando la spending review passa dal taglio…dell’acqua ai malati. Già, perché è questa la notizia che arriva dall’Ausl di Imola che ha dovuto “rinegoziare” i contratti con i fornitori per ridurre i prezzi unitari e i volumi d’acquisto per ottenere un risparmio di spesa del 5% annui, come vuole la cosiddetta “spending review”.

E a essere coinvolta da queste procedure di rinegoziazione è nientemeno che l’acqua distribuita ai pazienti che, dal primo febbraio 2016, passerà dalla consueta dotazione di un litro a quella di mezzo litro che sarà consegnata con il vassoio del pranzo.

L’Ausl afferma che la scelta “va incontro a una richiesta normativa” e che “risulta di basso impatto visto che i pazienti ricoverati non utilizzavano completamente la dotazione giornaliera”. “In ogni caso – afferma poi l’Ausl – per i primi mesi dall’attivazione della nuova modalità, i reparti saranno dotati di una fornitura extra di acqua per garantirla al bisogno a chi ne facesse richiesta”.

Certo, è singolare che in un ospedale si decida di tagliare sul consumo di acqua ai pazienti quando è risaputo e scientificamente dimostrato che la dose giornaliera di acqua che una persona dovrebbe assumere per rimanere in forma è di circa due litri. E viene anche da chiedersi: quanto potrà far risparmiare una simile operazione a una Ausl che stipendia oltre 40 dirigenti a più di 100mila euro l’anno?

Tagli che indignano, che colpiscono i pazienti, i cittadini, spesso senza possibilità di appello. Che sono talmente paradossali da sembrare una barzelletta se non stessimo parlando di sanità pubblica.

La spending review colpisce inoltre anche la mensa dell’ospedale Santa Maria della Scaletta.

“Anche per gli operatori interni – affermano dall’Ausl – non si sono operate scelte di riduzione delle portate o della qualità-quantità dei cibi offerti, ma è in fase di valutazione la chiusura del servizio di mensa interno dell’ospedale S. Maria della Scaletta (fino ad oggi aperto 365 giorni l’anno) nelle giornate di festività riconosciuta: 1 e 6 gennaio, Pasqua e Lunedì Santo, 25 Aprile, 1 Maggio, 2 Giugno, 13 e 15 Agosto, 1 novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre. 13 giornate in totale in cui il servizio è utilizzato da un numero molto limitato di operatori. Considerando quest’ultima opzione, rispetto alla quale è in atto un’informativa ed un confronto con le Organizzazioni Sindacali aziendali, l’operazione nel suo complesso garantirebbe nel 2016 un risparmio di circa 35mila euro”.

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