Acqua in ospedale, botta e risposta tra Ausl e Cisl

Acqua in ospedale, botta e risposta tra Ausl e Cisl

IMOLA – In riferimento alle strumentali polemiche sollevate dalla comunicazione sulla riduzione della dotazione giornaliera di acqua ai degenti, si desidera evidenziare che l’Ausl sta adempiendo ad una indicazione normativa cogente e certamente non lo fa solo con questa misura, che è in effetti l’unica tra tante che impatta direttamente, e davvero in misura molto limitata, sui cittadini ricoverati.

Come dettato dalla Legge 125/2015, a tutti i fornitori di beni e servizi è stata richiesta una rinegoziazione dei contratti in essere, con azioni congiunte tra le Aziende sanitarie per gli acquisti effettuati tramite Intercenter o Servizio Acquisti Metropolitano, così come in ambito locale.

Circa il 32% dei contratti di beni e servizi in essere sono stati rinegoziati, con una stima di risparmio complessivo di oltre 150mila euro per la nostra Azienda nel 2016.

E’ chiaro che queste operazioni non sostituiscono, ma integrano, l’impegno di effettuare tutte le economie di gestione possibili tramite le centrali di acquisto. L’Ausl di Imola, nel 2014, ha infatti effettuato il 65% dei contratti tramite centrali di acquisto (Intercenter, Servizio Acquisti di Area Vasta e Consip): una quota ben maggiore di quella auspicata dal consigliere Marchetti.

La logica con cui sono state effettuate le rimodulazioni è stata comunque sempre quella di non intaccare in alcun modo i servizi di assistenza e cura, e di rinunciare invece al superfluo. Sono numerosi gli ospedali che da tempo non forniscono acqua in bottiglia ai degenti. Ad Imola, la dotazione viene solo ridotta, anche in seguito ad una consultazione con gli stessi operatori di reparto che hanno segnalato come spesso essa non venga usata completamente, e mantenendo comunque scorte in reparto per chi ne avesse bisogno. Peraltro, come nelle nostre case, anche in ospedale è sempre disponibile l’acqua del rubinetto: gratuita, salubre e controllata, il cui utilizzo produce anche vantaggi per la riduzione della produzione di rifiuti. Una prassi, quella dell’utilizzo dell’acqua potabile di acquedotto in ospedale, già correntemente adottata in Paesi ad alta sensibilità ecologica (Germania, Austria, Olanda, …) anche come veicolo di messaggi di eco compatibilità.

Certamente non è invece superfluo il personale, neppure quello dirigente (si consideri che tutti i medici sono dirigenti). Come per tutti i dipendenti pubblici il costo del lavoro dei dirigenti è definito dai contratti collettivi nazionali, peraltro bloccati da oltre 6 anni. Nella nostra Azienda gli incarichi di struttura complessa e di dipartimento negli ultimi anni sono stati ridotti in modo sensibile: si è passati da 9 a 6 dipartimenti, è stata unificata la direzione di reparti prima separati (vedi geriatria e lungodegenza), si sono stipulate convenzioni con altre aziende sanitarie per la gestione interaziendale di unità operative (vedi chirurgia, radiologia, laboratorio analisi), sono stati lasciati vacanti alcuni incarichi di direzione di dipartimento (vedi dipartimento cure primarie) e di struttura complessa (vedi genetica medica) ed ulteriori snellimenti dell’organizzazione sono già previsti per i prossimi mesi.

Tutto questo garantendo sempre la tutela della salute dei cittadini e i livelli di assistenza, prevenzione e cura dal punto vista quantitativo e qualitativo, lavorando invece sull’appropriatezza e l’eliminazione del superfluo.

CISL ALL’ATTACCO. Ma la Cisl non ci sta e replica con una dura nota stampa a firma del segretario Alessandro Lugli:

“Ormai almeno da diversi anni Imola ha rinunciato alla sua centralità ed autonomia quando la politica ha girato le spalle alla Romagna per guardare Bologna e dintorni, solo i comuni di San lazzaro di Savena e Casalecchio di Reno hanno gli stessi abitanti di Imola….. I primi effetti si stanno esplicando nella sanità dove servizi sui quali si è poco investito verrannofagocitati da quelli delle aziende sanitarie bolognesi. Un ospedale che diventerà general generico ad indirizzo geriatrico (la chirurgia ha dirigente il Prof. del S.Orsola, idem la radiologia con il Prof. Zompatori), i servizi amministrativi e tecnici verranno “deportati” a Bologna, come se già lì non ci fosse sufficiente confusione senza comportare alcun risparmio, già perso il laboratorio (confluito in quello metropolitano) a breve anche il servizio trasfusionale! Se poi consideriamo che a breve arriverà la “delibera” di riordino ospedaliero della regione il gioco è fatto……Ora, sentire che il primo atto di risparmio è dimezzare l’acqua ai pazienti e chiudere la mensa ai dipendenti nei giorni festivi, sapendo che per il personale sanitario non esiste giorno festivo in quanto lavorano, è una prima ammissione di assenza di idee ed incapacità a pensare ad un serio e necessario piano di rilancio e di investimenti”.

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One comment on “Acqua in ospedale, botta e risposta tra Ausl e Cisl”

  1. ..

    Il comune vieta di munire i bambini di bottiglia d’acqua a scuola, asserendo che essa non può fare ingresso e sostituire la scelta dell’amministrazione di dare a tutti solo acqua di rubinetto.

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