Si riaffaccia a Forlì la truffa dell’asfalto. Aveva mietuto vittime anche nell’imolese.

Si riaffaccia a Forlì la truffa dell’asfalto. Aveva mietuto vittime anche nell’imolese.

FORLI’ – “Abbiamo saputo, da colleghi di Forlì, che una persona dall’accento tedesco sta contattando le imprese della provincia proponendo l’asfaltatura delle strade attorno alle aziende. Si tratta, evidentemente, della famigerata ‘truffa dell’asfalto’, che era già stata tentata nell’imolese alla fine di maggio del 2015 da due persone di nazionalità irlandese. Stante la vicinanza dei territori torniamo a mettere in guardia i residenti dell’area metropolitana bolognese, ricordando loro che anche per questo tipo di lavori occorre rivolgersi a imprese specializzate e regolarmente registrate”.

Così Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Assimprese Bologna Metropolitana torna a mettere in guardia cittadini e imprenditori da una truffa che non aveva lasciato indenne neppure il territorio imolese alcuni mesi fa. In quel caso, due irlandesi di 34 e 35 anni, avevano convinto un 45enne di Castel San Pietro a farsi asfaltare il vialetto privato per 600 euro. Ma al termine del lavoro, tra l’altro eseguito male, i due avevano staccato una fattura da 4880 euro.

Il giorno dopo ci avevano provato con un cittadino di Castel Guelfo, il quale, però, si era preso un giorno di tempo per decidere. Il nuovo cliente, sospettando qualcosa di losco, si era rivolto a un agente della polizia municipale del luogo che lo aveva messo in guardia, informandolo sull’esistenza di un sodalizio di criminali stranieri, tra cui proprio due soggetti dai capelli rossi, specializzati nella cosiddetta “truffa dell’asfalto”. Alle 15 del 7 maggio, i due soggetti tornati a Castel Guelfo con una squadra di sette operai composta da cinque polacchi, un irlandese e uno slovacco, hanno trovato ad attenderli, però, oltre al cliente,  anche i carabinieri che identificavano tutti i soggetti, compreso gli autori della truffa, i due irlandesi che perquisiti venivano trovati in possesso di una valigetta “24 ore” con all’interno una ventina di fatture in bianco e un timbro relativo a una ditta di Sassuolo, nei cui confronti sono stati avviati approfondimenti investigativi.
I due irlandesi venivano denunciati per truffa in concorso.

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