Dozza, culla estiva dell’arte del Novecento

Dozza, culla estiva dell’arte del Novecento

(Dozza, 22 giugno 2016) – Dozza punta ad affermarsi sempre di più come la culla estiva dell’arte novecentesca lungo la via Emilia. Dopo il successo riscosso un anno fa con “Fondamenta”, il borgo medievale che sorge sulle colline imolesi ospiterà anche quest’estate una mostra dedicata ad artisti del secolo scorso e legati al Muro Dipinto.

Nella splendida cornice della Rocca sforzesca sarà infatti allestita l’esposizione “Bertocchi, Colliva e Mascellani. Sguardi sull’arte bolognese del ‘900”; la cerimonia di inaugurazione è in programma per sabato 25 giugno alle ore 18, mentre la mostra rimarrà aperta e visitabile fino a domenica 11 settembre. L’iniziativa è promossa da Fondazione Città d’Arte e Comune di Dozza in collaborazione con Fondazione Bertocchi Colliva, Comune di Monzuno e Associazione per le Arti “Francesco Francia”, con il contributo di Circolo “Ilario Rossi”, Emil Banca e Con.Ami. Inoltre, nella stessa giornata di sabato 25 giugno, la Rocca rimarrà aperta fino alle 22.30 nell’ambito della rassegna nazionale “La Notte Romantica nei borghi più belli d’Italia” alla quale Dozza ha aderito.

Focus sulla mostra. Due borghi appenninici coinvolti, tre artisti protagonisti del Muro Dipinto, l’arte del ‘900 come filo conduttore e il ruolo centrale di Bologna e della sua Accademia delle Belle Arti. Sono questi gli elementi caratterizzanti dell’esposizione che ospiterà un centinaio di opere di Nino Bertocchi e Lea Colliva, conservate a Monzuno, e di Norma Mascellani, conservate a Dozza. Tra Bertocchi e Colliva fin dalla gioventù si è instaurato un forte sodalizio artistico e a partire dagli anni ‘40 hanno condiviso il lungo periodo di Monzuno divenendo anche cognati. In questo contesto, Bertocchi con la sua pittura di paese fortemente ispirata a Cézanne è stato sia ringhiera e limite, sostegno e timore per l’inquieta Colliva, che dalla metà degli anni ‘40 ha indagato su intense soluzioni espressionistiche per i suoi lavori arrivando, nell’ultima parte della sua vita, anche alla negazione della forma con pennellate concitate, sfaldamenti e intensi cromatismi che hanno caratterizzato la terza fase della sua opera. Anche Mascellani, artista bolognese allieva di Morandi e che ha partecipato al Muro Dipinto di Dozza nel 1995, si colloca nel solco della pittura naturalista, da lei sviluppata in chiave metafisica con morbide atmosfere, luci perlacee e sublimi accordi tonali per penetrare la forma e trarne l’essenza. Una ricerca spinta fino al confine dell’astrazione con le opere degli anni ‘60 intitolate “Infinito”.

La mostra stimola pertanto il raffronto tra le due donne pittrici (Colliva e Mascellani) che utilizzando gli stessi temi come il ritratto, il paesaggio e i fiori, pongono al centro delle loro ricerche la forma per indagarla, penetrarla, impossessarsene e infine restituirla in modi sostanzialmente opposti. Le soluzioni delle due artiste divergono nettamente perché Lea Colliva e Norma Mascellani hanno due personalità molto forti, connaturate a temperamenti assai diversi come lo sono le loro poetiche.

Dopo il successo di ‘Fondamenta’ dell’anno scorso, anche quest’anno ospiteremo in Rocca una mostra dedicata alla pitture del ‘900 facendo così di Dozza la culla estiva dell’arte pittorica novecentesca in questo territorio – commenta Simonetta Mingazzini, presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte -. Il nostro borgo e la sua splendida Rocca rappresentano una potenzialità enorme dal punto di vista turistico che chiede soltanto di essere valorizzata e adeguatamente promossa. E’ quello che stiamo cercando di fare, puntando su diversi segmenti di mercato con una strategia di marketing turistico e territoriale che propone ai visitatori le nostre bellezze e le emozioni che qui si possono vivere”.

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