I comitati ambientalisti: “tutelare il Parco delle Acque minerali”

I comitati ambientalisti: “tutelare il Parco delle Acque minerali”

“Il Parco delle Acque Minerali è il polmone verde storico di Imola”. Questo si legge sul sito turistico della città. La sua origine risale al 1830 quando furono scoperte e utilizzate le sorgenti sulfuree e ferruginose. Nel 1871 fu preso in affitto dal Comune per utilizzarlo “a scopo di pubblica passeggiata e ricreazione della Cittadinanza Imolese”. Nello stesso anno il senatore Giuseppe Scarabelli ritrovò sul Monte Castellaccio i resti di un intero villaggio dell’età del bronzo, abitato dal 1700 al 1150 a.c.

Con un Decreto del MIBACT del 10/06/2016 il Parco delle Acque Minerali torna ad essere formalmente “sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel D.lgs 22 gen. 2004 n.42.”
Il Parco non è solo ricompreso in un’area di tutela paesaggistica, ai sensi dell’art. 142 del Decreto Legislativo 42/2004, ma deve anche intendersi soggetto a vincolo culturale “ope legis” secondo quanto disposto dall’art. 4 della Legge 1089/39. Così si è pronunciata la Commissione Regionale per il Patrimonio culturale dell’Emilia Romagna, dopo opportuna verifica d’interesse storico-culturale.
Correttamente, infatti, il P.S.C. di Imola approvato nel dicembre 2015, nell’ambito di riferimento (D_13) ha definito il Parco delle Acque Minerali “il primo parco cittadino”… salvo poi, contestualmente, smentirsi e considerarlo area “interna al sedime dell’autodromo” classificandolo da un punto di vista acustico come se si trattasse di un’autostrada!… Infatti dalla classe acustica I – la classe di maggiore tutela attribuitagli dal P.S.C. adottato nel 2013 – è passato alla classe IV nella versione approvata dicembre 2015. Il comune di Imola ne attribuisce l’adeguamento “autostradale” alla Riserva n.13 della Provincia di Bologna cosi che, dal punto di vista acustico, non è più un’area particolarmente protetta, un “parco pubblico utilizzato dalla popolazione come patrimonio verde” ma diviene “un’area di intensa attività umana interessata da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali…”.

Davvero la Provincia, con la Riserva n.13, ha richiesto ai cittadini imolesi di sacrificare il loro primo parco cittadino e contestualmente diminuito le tutele dei residenti con l’aumento di classe acustica?
Abbiamo voluto verificare chiedendo chiarimenti direttamente al Dirigente del Servizio Pianificazione Territoriale e Urbanistica della Città Metropolitana, il quale risponde che “La modifica del Piano di classificazione acustica non era necessariamente conseguente né al recepimento della riserva provinciale, né alla riclassificazione di tutto il polo funzionale…” analogamente “…non si è inteso sacrificare il Parco Storico delle Acque Minerali, che non era oggetto della riserva specifica. Non si è ritenuto con la riserva 13 al PSC di Imola diminuire le tutele ai residenti nelle aree interne al circuito, ma al contrario aumentare la sostenibilità di tali insediamenti. Infine,la zonizzazione acustica adottata (parco in classe I, zona residenziale in classe III) non era in contrasto con la richiesta contenuta nella riserva, che faceva riferimento esclusivamente alla disciplina urbanistica edilizia”.

E la Soprintendenza che deve garantire la fruibilità delle aree tutelate che cosa ne pensa? In seguito alla nostra segnalazione, l’11 maggio 2016 ha ricordato al Comune di Imola che “anche gli enti pubblici territoriali, ai sensi dell’art.1 com.3 D.L.gsl: n42/2004, sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione.” Considerando “indubbio che la classificazione acustica approvata possa portare ad una penalizzazione della fruizione pubblica e della valorizzazione del Parco medesimo…….. si invita …codesto Ente a rivedere tale previsione acustica.”

Questi i fatti, che ci inducono a pensare che probabilmente esiste un vizio di fondo da parte delle pubbliche amministrazioni, quasi a seguire l’onda dell’attuale governo…, che le porta a vendere ottone per oro ai cittadini, nella convinzione che questi non sappiano districarsi nella burocrazia del linguaggio politichese, finalizzato al solo scopo di incantarli!
Noi però siamo fiduciosi che sul piano politico-amministrativo il tempo sia galantuomo e che quanto sta avvenendo a Imola in tema di non tutela dei diritti dei cittadini in ambito di salute e ambiente, possa finire molto presto!
Per questo motivo, insieme a 24 cittadini, ci siamo rivolti all’Avvocato e Professore di Diritto Amministrativo presso l’Università IUAV di Venezia Federico Gualandi e abbiamo presentato ricorso al TAR contro la immotivata modifica della classificazione acustica del Parco assunta dal Comune di Imola: se giustizia esiste… giustizia sarà.

Imola, 13 luglio 2016

Legambiente ImolaMedicina – Panda Imola – Geolab – Salviamo il Paesaggio – Comitato Autodromo – Cittadini per un autodromo diverso – Comitato “Vivere Montebello” – Comitato Acqua Pubblica di Imola –
Italia Nostra regionale

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