Ventimila presenze a RestArt. Il festival di arte urbana cresce e convince

Ventimila presenze a RestArt. Il festival di arte urbana cresce e convince

IMOLA – Cresce e si consolida il successo di RestArt, il festival di Rigenerazione urbana itinerante che quest’anno ha fatto tappa al quartiere Marconi di Imola. Ventimila le presenze registrate (moltissimi i giovani arrivati anche da fuori regione) e quaranta writers, italiani e stranieri, chiamati a dare vita ai palazzi popolari del quartiere. Il tutto coordinato dall’organizzazione dell’associazione NoiGiovani. L’evento è stato inoltre patrocinato dal Comune di Imola e dalla Regione Emilia-Romagna.

mazzini-citaI TEMI AFFRONTATI. Tanti i temi trattati nelle opere degli artisti che hanno regalato a Imola immagini per riflettere. Un arte che si pone delle domande e che lascia messaggi. Trova spazio, tra le opere realizzate, la storia di Giuseppe “Cita” Mazzini, imolese immigrato in Cile nel 1904 (dove conseguì la laurea in Chirurgia e Medicina). Mazzini è “immigrato al contrario” (raffigurato a testa in giù) per ricordare che tutti, in fin dei conti, siamo immigrati e che il fenomeno migratorio non deve dividere ma unire i popoli.

restart2LE POLEMICHE. Come tutte le forme d’arte che si rispettino, anche quelle di RestArt hanno suscitato qualche critica. Il dibattito si è acceso sulla pagina FB “Sei di Imola se…” dove un nutrito gruppo di imolesi ha preso a commentare l’opera di Nemo’s raffigurante un uomo dal volto inquietante e dallo sguardo vuoto, con delle chiavi al posto delle dita e delle serrature al posto degli occhi. Alcuni hanno mostrato di gradire la profondità e il significato dell’opera (che l’artista non ha in realtà svelato, lasciando ai visitatori libera interpretazione), altri hanno sottolineato che su quel palazzo popolare sarebbe stata più indicata un’opera più “allegra”. Il consigliere comunale Nicola Vacchi ha depositato perfino una istanza in Comune per chiedere di “fare chiarezza per quanto eventualmente speso, alla luce delle segnalazioni pervenute da alcuni residenti scontenti di alcune rappresentazioni sulle otto palazzine” fermo restando, ribadisce Vacchi, “l’apprezzamento e la stima per l’ottimo lavoro svolto lo scorso anno in stazione a fronte di una posizione più critica su alcuni dei murales realizzati quest’anno”. Certo è che quest’opera, finita al centro delle polemiche, ha già vinto il premio “notorietà” di questa edizione di RestArt.

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