Discarica, i vincoli paesaggistici mettono in “stand-by” l’ampliamento. Ma si procede con la sopraelevazione

IMOLA – L’ampliamento della discarica di Imola va per il momento in stand-by, ma si procede comunque con il progetto di sopraelevazione della Tre Monti. Questa, in sostanza, la novità più importante che il sindaco di Imola, Daniele Manca, ha portato oggi all’attenzione della cittadinanza attraverso una conferenza stampa.

La battuta d’arresto è dovuta a un parere emesso dal Segretariato regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo che evidenzierebbe una “incompatibilità” del progetto di ampliamento con gli attuali vincoli paesaggistici, in quanto le aree su cui la “nuova” discarica dovrebbe sorgere sono di fatto sottoposte a tutela, con particolare riferimento alle zone calanchive e boschive.

In realtà il problema “non nasce oggi” come sottolinea Stefano Manara presidente del ConAmi (il consorzio proprietario dell’impianto) “ma la Soprintendenza evidenzia una criticità generale per tutte le aree boschive e quell’area è classificata come tale” (anche se di fatto boschi non ce ne sono, ndr).

“Con la Soprintendenza intendiamo raggiungere un accordo – chiarisce il sindaco Manca – non certo arrivare a una situazione conflittuale da sanare sul piano giuridico. Il ConAmi nei prossimi giorni presenterà le dovute modifiche al progetto, ma è chiaro che questa ‘incoerenza’ deve essere risolta da parte della Regione Emilia-Romagna visto che la programmazione urbanistica e il piano dei rifiuti sono di sua competenza. Tra l’altro abbiamo già avuto contatti positivi con l’assessore che ha dato piena disponibilità”. In questa fase, dunque, la valutazione di impatto ambientale (VIA) sta regolarmente procedendo per la parte progettuale che riguarda la sopraelevazione della discarica già esistente, lavori che consentiranno una aumentata capacità di 375mila tonnellate (che dovrebbe bastare, stante gli attuali flussi di rifiuti, per circa tre anni).

Sul tema della sopraelevazione Manca sembra tranquillo circa l’esito positivo che, però, non è ancora arrivato. “Abbiamo approfonditamente verificato, con gli organi competenti tra cui Ausl e Arpa, che non sussiste nessuna criticità di carattere sanitario o di impatto sulla salute. Questo è uno degli aspetti rilevanti che tengo a sottolineare. Quindi, in attesa delle decisioni della Regione sul tema dell’ampliamento, la VIA procede per la sopraelevazione per la quale non esistono vincoli paesaggistici”.

Ma c’è anche un altro importante “aggiustamento” al progetto. “Il piano regionale – conclude Manca – ha imposto di ritornare a un tonnellaggio di 1,5 milioni di rifiuti per il nostro progetto che inizialmente era di 1,875 tonnellate. Anche su questo stiamo lavorando per adeguarci”.

Insomma, lo stop imposto dalla Soprintendenza farà tirare un sospiro di sollievo ai Comitati ambientalisti? Resta tutto da vedere perché – non si dimentichi – che i comitati erano (e sono) particolarmente critici anche sul progetto di sopraelevazione che di fatto “carica” di un peso di 375mila tonnellate una zona che già ospita rifiuti da quasi 40 anni. La partita non sembra ancora chiusa.

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