Caso Tre Spighe: chiesti due anni e tre mesi per Maurizia Lanzoni

Caso Tre Spighe: chiesti due anni e tre mesi per Maurizia Lanzoni

IMOLA – Una nuova ombra aleggia sulla Benicomuni, la società in house del Comune di Imola che si occupa di manutenzioni e di gestione del patrimonio immobiliare. Nell’ambito del procedimento per la grave crisi che coinvolse la cooperativa Tre Spighe di Castel Guelfo, era stata infatti indagata anche Maurizia Lanzoni, nuova amministratrice unica, di Benicomuni, fresca di nomina dopo le dimissioni di Lorenzi.

Il suo coinvolgimento nelle indagini aveva già fatto storcere il naso alle opposizioni che avevano ritenuto quella nomina quantomeno inopportuna sotto il profilo politico. Ieri l’accusa ha formulato le richieste di condanna per la vecchia dirigenza della Tre Spighe: quattro anni e due mesi per l’ex direttore Stefano Lazzari; due anni e tre mesi per tutti gli altri imputati tra cui Maurizia Lanzoni, all’epoca membro del collegio sindacale.

A renderlo noto, il quotidiano Il Resto del Carlino. La crisi della Tre Spighe culminò, qualche anno fa, nel salvataggio da parte della Cesac di Conselice. A Lazzari vengono contestate false comunicazioni ai soci, appropriazione indebita, truffa e attività abusiva di raccolta del risparmio.

Per l’ex presidente Giuliano Poggi l’accusa è di false comunicazioni ai soci e attività abusiva di raccolta del risparmio in concorso con Lazzari. Ai tre membri del collegio sindacale: Alessandro Zanotti, Gianfranco Gualandi e appunto la Lanzoni, vengono contestate solo le false comunicazioni ai soci. La sentenza è prevista la prossima settimana.

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