Commenti offensivi sulla municipale nella pagina “Sei di Imola se…”. Partono le denunce

Commenti offensivi sulla municipale nella pagina “Sei di Imola se…”. Partono le denunce

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto ed ogni altro mezzo di diffusione: lo dice l’art. 21 della Costituzione. Ma tale diritto incontra dei limiti specifici, qualora l’opinione espressa giunga a ledere l’altrui riservatezza e reputazione. Il diritto di critica e la libertà di opinione non possono essere equivocate con la libertà di offesa, di ingiuria, di diffamazione dell’altra persona.

La stessa questione può porsi oggi in ordine all’uso massiccio dei social network, spesso impropriamente utilizzati per veicolare sfoghi, insulti ed epiteti di ogni genere.

Inserire un commento su una bacheca di un social network, significa dare al suddetto messaggio una diffusione che potenzialmente ha la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone, sicché, laddove questo sia offensivo, deve ritenersi integrata la fattispecie aggravata del reato di diffamazione (Sent. Cass. 24431/2015).

Le opinioni personali espresse rientrano nel diritto di critica, dunque può essere lecito esternarle anche con l’uso di un linguaggio pungente e deciso, ma certamente non offensivo e violento.

Chi con i suoi commenti critichi prodotti o servizi, utilizzando un linguaggio educato, non denigratorio o insinuante, senza la volontà e la consapevolezza di offendere, non dovrà temere nessun tipo di azione legale, rientrando, la sua condotta, nelle libertà di espressione e di critica garantite dal dettato costituzionale. Ciò che bisogna evitare è l’uso di espressioni ed argomenti offensivi, denigratori, insinuanti, allusivi, che in sostanza trascendano in attacchi personali diretti a colpire gratuitamente la sfera morale e privata altrui.

Purtroppo non è quello che hanno fatto alcuni iscritti al gruppo Facebook di “Sei di Imola se…”, che conta più di 11.000 iscritti, e che per manifestare il proprio dissenso, hanno postato commenti offensivi e denigratori nei confronti del Corpo di Polizia Municipale di Imola e dei suoi appartenenti. Per questo sono stati denunciati per diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595 c. 3 del Codice Penale, che prevede come pena la reclusione da sei mesi a tre anni o la multa non inferiore a 516 euro.

 

Da parte sua Roberto Visani, vice sindaco ed assessore alla Polizia Municipale, commenta:  “Facebook è la comunità digitale più grande del mondo. Purtroppo, in questa piazza virtuale, dove le persone non si guardano negli occhi, qualcuno si sente legittimato a scrivere insulti ed offese che non risparmiano nessuno. L’unico modo per contrastare questi comportamenti, che avvelenano la società, è lavorare sull’educazione digitale, nel senso di responsabilità. Molte scuole lo stanno già facendo ma spesso sono gli adulti e anche la politica a dare il cattivo esempio. E questo è un problema”.

Leggi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *