AIDS, diminuiscono i casi di infezione. Ma la guardia resta alta

AIDS, diminuiscono i casi di infezione. Ma la guardia resta alta

Sia in Italia che in Emilia-Romagna diminuiscono le persone con una diagnosi di infezione da Hiv (Human immunodeficiency virus):  nella nostra Regione nel 2015 sono stati segnalati 288 nuovi casi di sieropositività in persone residenti, in sensibile diminuzione rispetto al 2014 (338 nuovi casi)

Le caratteristiche prevalenti della persona sieropositiva per HIV sono: essere di sesso maschile (73,7%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (32,7%) e di nazionalità italiana (70,9%).

Nel 2015, rispetto al 2014, si nota un lieve aumento delle persone che fanno il primo test di sieropositività Hiv già in presenza di Aids conclamato (cioè con i primi sintomi della malattia causati dal sistema immunitario indebolito).
Il dato emerge dall’annuale rapporto regionale realizzato per la Giornata mondiale dell’1 dicembre: le nuove diagnosi nella fase avanzata della sieropositività o già in Aids sono state nel 2015 il 51% delle nuove sieropositività contro il 46,9% del 2014 ed il 53,9% del 2013.  La media nazionale nel 2015 è pari al 54,5%.

La diagnosi precoce (nella fase in cui sono assenti i sintomi della malattia) è importante per avviare il prima possibile le terapie antiretrovirali in modo che siano più efficaci.

L’attività di sensibilizzazione e di sorveglianza sulla malattia è un costante impegno anche per la sanità locale.

“Negli ultimi anni – spiega la Dr.ssa Alessandra Govoni, infettivologa dell’Ausl di Imola – l’attenzione pubblica sul tema dell’AIDS è calata, nonostante i nuovi casi di infezione, nei paesi sviluppati come il nostro, siano sostanzialmente stabili. Seppur in lieve miglioramento, la percezione del rischio tra la popolazione è ancora troppo bassa, come è  tutt’ora diffusa l’errata convinzione che la malattia riguardi solo particolari categorie di persone, ad esempio i tossicodipendenti e gli omosessuali. Oramai da diversi anni, il fattore di rischio principale per la trasmissione di HIV è rappresentato dai rapporti sessuali non protetti: nel periodo 2006-2015 i rapporti omo-bisessuali sono stati segnalati nel 34,8% e i rapporti eterosessuali nel 52,5%”.

 

L’importanza di non abbassare mai la guardia e di continuare a sensibilizzare la popolazione sul tema è quindi evidente. Per questo l’Ausl di Imola, già da tempo attiva sul territorio con attività informative come quelle svolte dai professionisti del Consultorio Familiare nelle scuole, che nell’anno scolastico 2015-2016 ha coinvolto, nel circondario imolese, 13 scuole medie e 3 scuole superiori per un totale di 900 studenti.

“Il preservativo, anche quello femminile, resta il fondamentale strumento di prevenzione dell’infezione da HIV nel caso di  rapporti occasionali o se ancora non si è in sufficiente confidenza affettiva col proprio partner per decidere di effettuare, insieme, un test HIV – continua Govoni – Effettuare il test è essenziale: la diagnosi precoce, infatti, permette di attivare tempestivamente cure efficaci. Le nuove terapie di farmaci antiretrovirali hanno allungato in modo molto significativo il periodo di tempo che trascorre tra l’infezione e la malattia.”

Ad Imola il test si esegue in accesso diretto, senza bisogno di impegnativa medica, ed in modo gratuito e anonimo presso il Centro prelievi Polo Territoriale Città di Imola (Ospedale Vecchio) via Caterina Sforza, 3 dal lunedì al sabato dalle 9 alle 10. Sarà possibile contattare dopo 7 giorni dal prelievo l’Ambulatorio Infettivologico per ritiro referto ed  il counselling (tel. 0542 662850 orari: lunedì-martedì-giovedì dalle 9 alle 12, mercoledì dalle 13 alle 14.30).

 I DATI LOCALI

Nel territorio dell’A.USL di Imola, dal 1984 alla fine del 2015 sono stati diagnosticati 247 casi di AIDS conclamato in persone residenti con 174 deceduti. Nel biennio 2014-2015 l’incidenza media della malattia (numero di nuove diagnosi di AIDS conclamato in rapporto alla popolazione residente) sul nostro territorio è di 1,1 casi per 100mila abitanti (un solo caso nel 2014 e 2 nel 2015), inferiore alla media regionale che è pari a 1,7.

Il dato confortante sull’incidenza della malattia è effetto soprattutto dell’efficacia delle moderne terapie e della precocità della diagnosi di sieropositività.

La condizione di sieropositività è attualmente considerato l’indicatore più importante per valutare la diffusione del virus nella popolazione. Nel 2015 sono stati segnalati, nell’A.USL di Imola, 4 nuovi casi di sieropositività per HIV, 73 nel territorio della Provincia di Bologna (l’80% sono maschi ed il 72% circa di nazionalità italiana).

 

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