Da Scampia a Imola. Storie di riscatto sociale attraverso lo sport

Da Scampia a Imola. Storie di riscatto sociale attraverso lo sport

Si intitola ‘Da Scampia a Imola – Storie di judo e di camorra’ l’iniziativa organizzata dagli assessorati alla Legalità ed allo Sport del Comune insieme all’associazione Libera e all’associazione Spazio-Pace e all’Istituto comprensivo 7. “Nell’ambito delle attività atte a promuovere una cultura di legalità abbiamo condiviso con l’Associazione Libera, l’associazione Spazio-Pace e l’IC 7 un percorso di legalità che porterà la cittadinanza ad incontrare Gianni Maddaloni e conoscere la sua esperienza di allenatore di Judo ed educatore antimafia a Scampia” spiegano Elisabetta Marchetti, assessore alla cultura e legalità e Davide Tronconi assessore allo sport del Comune di Imola.
Sono tre gli appuntamenti in programma. Mercoledì 1 febbraio, alle ore 20, al cinema Sala BCC (via Emilia 210/A) verrà proiettato, ad ingresso gratuito, il film “L’oro di Scampia” (la sala è stata gentilmente concessa da BCC Ravennate & Imolese), mentre domenica 5 febbraio, alle ore 17, al seminario diocesano di Imola (via Montericco 5/A) si svolgerà l’incontro, aperto a tutti, con Gianni Maddaloni dal titolo appunto ‘Da Scampia a Imola – Storie di judo e di camorra … di lotta, di bellezza e di scugnizzi che ce l’hanno fatta’. Infine, lunedì 6 febbraio, nelle rispettive scuole, Gianni Maddaloni incontrerà gli studenti dell’Ic7 con la collaborazione dell’ASD Judo Imola, che con l’insegnante Laura Sepe ha progettato un percorso di legalità per preparare questo incontro, e dell’Istituto ‘Alberghetti’, che attraverso la sua dirigente dott.ssa Vanna Monducci ha accolto con grande disponibilità l’invito dell’Amministrazione comunale a organizzare l’incontro.

Lo sport come disciplina, rispetto delle regole, rispetto degli altri e di se stessi – Gianni Maddaloni fonda l’associazione sportiva Star Judo Club nel 1980 con lo scopo principale di distogliere i giovani dal rischio di “affiliarsi” alla criminalità organizzata, purtroppo radicata all’interno del quartiere napoletano di Scampia. Scampia è le Vele, un inferno di camorra, spaccio e degrado sociale. Così ce la rappresentano spesso i media, ma Scampia, per chi ci vive, è un quartiere di centomila abitanti che ogni giorno si recano al lavoro, mentre i bimbi vanno a scuola. In questo deserto di cemento, dal 2004 Gianni Maddaloni gestisce la nuova palestra di judo con la quale offre corsi gratuiti a ragazzi disagiati, spesso con padri in galera e madri senza lavoro.
Gianni Maddaloni parte dalla convinzione che lo sport sia disciplina, rispetto delle regole, rispetto degli altri e di se stessi, confermando così la voglia di ritagliare uno spazio sano e vivibile all’interno di un quartiere così difficile.
La piccola palestra accoglie anche bambini disabili, all’interno di una comunità di ben 1200 iscritti, fra extracomunitari e non vedenti, scugnizzi a rischio e detenuti in affido, ragazzi autistici e campioni olimpici. L’obiettivo è costruire uno stile di vita sano e legale, e questo si forgia in famiglia così come a scuola.
Come allenatore di Judo, Gianni Maddaloni ha ottenuto numerosi successi di rilievo in campo internazionale, fino ad arrivare all’apice con la medaglia d’oro che il figlio Giuseppe, detto Pino, ha conquistato alle Olimpiadi di Sidney nel 2000.
Tanti suoi atleti sono e sono stati Campioni nazionali ed europei, e diversi continuano ad allenarsi ed allenare alla Star Judo Club, portando con il loro esempio la speranza a tanti altri giovani.
La sua storia, così umanamente vera e allo stesso tempo ideale, è narrata nel romanzo ‘O maé. Storia di judo e di camorra di Luigi Garlando, utilizzato in varie scuole anche imolesi come elemento di confronto e riflessione all’interno di percorsi didattici di legalità. Inoltre è stata tratta la fiction RAI L’oro di Scampia, vista da milioni di ragazzi ed adulti in tutta Italia, che hanno così scoperto il fuoco della passione che anima ’O Maé , ma soprattutto che anche a Gomorra le cose si possono cambiare, e che “Il destino non e’ un’ombra legata al piede. È solo un chewing-gum sotto la scarpa. Se uno vuole, se lo stacca” .
Il ‘Progetto Maddaloni’ è un modello che funziona, e comincia a essere studiato e replicato in Francia, e nelle periferie di Città del Messico e Calì (in Colombia). È la storia delle storie, storie di lotta contro destini che non lasciano speranza, quando anche raggiungere la normalità sembra un sogno.

“Da tempo abbiamo intrapreso un percorso nel territorio che faccia conoscere direttamente agli imolesi persone o esperienze che col loro esempio quotidiano sono diventati protagonisti della legalità – fanno sapere l’assessore Elisabetta Marchetti e il responsabile del presidio imolese di Libera Edoardo Lambertucci -. Per questo, ci è sembrato naturale concretizzare la possibilità di ospitare a Imola Gianni Maddaloni, far conoscere la sua esperienza, per mettere in luce come anche lo sport possa essere un veicolo per fare emergere il valore della legalità, partendo proprio dai bambini e ragazzi che sono i cittadini di domani. E per dimostrare come per contrastare l’illegalità e le mafie non occorra essere eroi, ma sia necessario seguire comportamenti onesti giorno dopo giorno, anche nelle piccole cose quotidiane”.

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