La chiesetta dell’Arcella sarà demolita dopo 42 anni

La chiesetta dell’Arcella sarà demolita dopo 42 anni

IMOLA – Dopo 42 anni sarà demolita la chiesetta dell’Arcella, costruita nel 1974 nel parco intitolato al Cardinal Staffa come una “succursale” della chiesa parrocchiale di Croce Coperta. Domenica 12 febbraio si celebrerà, alle ore 10, l’ultima santa messa all’Arcella. Nella settimana dal 13 al 19 febbraio si provvederà al trasloco degli arredi interni e lunedì 20 febbraio partirà il cantiere per la demolizione della chiesetta.

La realizzazione della chiesetta dell’Arcella, a metà degli anni Settanta, era stata pensata come aiuto per la carenza di locali della parrocchia di Croce Coperta e per favorire la partecipazione alla santa messa delle persone – soprattutto anziani – in difficoltà a recarsi alla chiesa parrocchiale. La struttura avrebbe dovuto essere provvisoria in attesa della costruzione (mai avvenuta) di un complesso parrocchiale vero e proprio.

«Quello della carenza dei locali è un problema che affligge da sempre la nostra parrocchia – spiega il parroco di Croce Coperta don Andrea Querzè – visto che la chiesa attuale, costruita nel 1962, non era stata pensata come chiesa parrocchiale ma come santuario per la custodia della croce stazionale e della colonna alla quale, secondo la tradizione, fu legato san Cassiano per il martirio. Fino al 2013 un’unica sala di circa 30 metri quadrati è stata utilizzata per le attività della parrocchia: dal catechismo, agli incontri, alle feste».

Nel 2013 l’allora parroco don Guido Gambetti acquistò dal Comune un’area di mille metri quadrati del parco proprio per poter costruire una nuova chiesetta e alcune sale da dedicare alle attività parrocchiali. L’ipotesi per la nuova costruzione, per evitare un’ulteriore cementificazione di aree verdi,  è quella di realizzarla nel luogo in cui sorge ora la chiesetta.

Fermo restando la necessità per la comunità parrocchiale di mantenere un’aula liturgica (da circa un centinaio di posti) per la celebrazione della messa domenicale ma anche come luogo di preghiera «è giunto il tempo di dotarci di un luogo non solo adatto alla celebrazione liturgica, ma anche per la vita e le attività ludiche, ricreative, educative e culturali della comunità – spiega don Querzè».

E così dal 20 febbraio sarà tutto pronto per avviare il concorso di idee per realizzare il nuovo complesso parrocchiale. Una struttura che, nelle intenzioni del parroco, dovrà tenere conto della sua collocazione all’interno di un’area verde, curando pertanto la questione dell’impatto ambientale e l’attenzione al Creato. «Una struttura che abbia tutti i criteri dell’eco edilizia, potrebbe essere, oltre che un’attenzione nei confronti del Creato, uno stimolo alle buone prassi che la comunità cristiana può favorire – conclude il parroco».

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