Lo sport che combatte l’illegalità. L’esempio di Maddaloni e dello Star Judo Club

Lo sport che combatte l’illegalità. L’esempio di Maddaloni e dello Star Judo Club

IMOLA – Sono state oltre mille le persone, fra studenti e famiglie intere, coinvolte nei vari incontri con Gianni Maddaloni organizzati ieri e oggi dagli assessorati alla Legalità ed allo Sport del Comune insieme all’associazione Libera e all’associazione Spazio-Pace e all’Istituto comprensivo 7 sotto il titolo ‘Da Scampia a Imola – Storie di judo e di camorra’.

Ricordiamo che Gianni Maddaloni fonda l’associazione sportiva Star Judo Club nel 1980 con lo scopo principale di distogliere i giovani dal rischio di “affiliarsi” alla criminalità organizzata, purtroppo radicata all’interno del quartiere napoletano di Scampia. Scampia è le Vele, un inferno di camorra, spaccio e degrado sociale. Così ce la rappresentano spesso i media, ma Scampia, per chi ci vive, è un quartiere di centomila abitanti che ogni giorno si recano al lavoro, mentre i bimbi vanno a scuola. In questo deserto di cemento, dal 2004 Gianni Maddaloni gestisce la nuova palestra di judo con la quale offre corsi gratuiti a ragazzi disagiati, spesso con padri in galera e madri senza lavoro.

 

“Siamo molto soddisfatti per la grande partecipazione e l’affetto dimostrato durante gli incontri, che sono stati organizzati nell’ambito delle attività atte a promuovere una cultura di legalità. Siamo partiti dall’idea di offrire l’opportunità a cittadini e studenti di conoscere persone che lottano ogni giorno contro le l’illegalità e le mafie, persone che con il loro esempio possono promuovere una cultura della legalità” commentano Elisabetta Marchetti, assessore alla Cultura e alla Legalità del Comune di Imola e il responsabile del presidio imolese di Libera Edoardo Lambertucci.

Ieri sono state circa 200 le persone che hanno preso parte a Castel Guelfo al pranzo con Gianni Maddaloni organizzato da Libera insieme all’Amministrazione comunale  locale. Poi, nel pomeriggio circa 500 persone, con famiglie intere, hanno preso parte all’incontro che si è svolto al seminario diocesano di Imola, dal titolo ‘Da Scampia a Imola – Storie di judo e di camorra … di lotta, di bellezza e di scugnizzi che ce l’hanno fatta’.

A parlarne, insieme a Gianni Maddaloni, anche due suoi giovanissimi atleti di 15 e 16 anni, Antonio e Francesco Pio, che sono i testimoni concreti di come lo sport possa rappresentare un percorso di riscatto dalla camorra e dall’illegalità. Questa mattina, poi Gianni Maddaloni e i due atleti della sua palestra dapprima hanno incontrato gli studenti della scuola meda “Orsini”, poi si sono recati nella palestra “Bartolini” (via M. Kolbe n.3), dove in collaborazione con l’ASD Judo Imola hanno fatto dimostrazioni di judo ad una quarantina di studenti della scuola “Orsini”. Qui, ad incontrare Maddaloni,  c’era anche Andrea Minguzzi, medaglia doro alle Olimpiadi di Pechino, nel 2008, nella lotta greco romana.

 

Successivamente, alle ore 10, 00 Gianni Maddaloni ha incontrato circa 270 alunni e alunne di 11 classi di seconda dell’istituto tecnico e del liceo scientifico scienze applicate dell’Istituto Alberghetti nell’Aula Magna della scuola, che in precedenza avevano visto il film “L’oro di Scampia”.

Sia ieri nell’incontro al seminario sia oggi con gli studenti dell’Istituto Alberghetti sono state tante le domande rivolte a Gianni Maddaloni, sulla sua esperienza e su come lo sport sia davvero uno strumento di riscatto, che insegna il rispetto delle regole e può aiutare i giovani a sottrarsi all’illegalità ed al rischio di “affiliarsi” alla criminalità organizzata.

“Dopo questi incontri, sia noi come amministrazione comunale, sia altri Comuni sia alcune scuole imolesi abbiamo invitato Maddaloni a ritornare ad Imola. Lui ha accettato ben volentieri e faremo altri incontri aperti al pubblico ed alle scuole fra ottobre e novembre” aggiunge l’assessore Marchetti, che conclude “nei prossimi mesi sono previsti anche altri incontri con persone che sono veri e propri testimoni di una cultura della legalità e di riscatto sociale”.

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