I giovani e le “periferie esistenziali”, se ne parla al centro sociale Giovannini

I giovani e le “periferie esistenziali”, se ne parla al centro sociale Giovannini

Secondo l’ultimo Rapporto del Crc (gruppo di lavoro per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza), nel nostro Paese sono 2.293.778 gli adolescenti dai 14 ai 17 anni che vivono in Italia. Di questi, 186.450 sono stranieri. Gli adolescenti trascorrono le loro giornate con il telefonino in mano (il 92,6 %); fanno uso di alcol, tabacco e cannabis ( 63,4%), conoscono il sexting (lo scambio di messaggi e foto sessualmente espliciti), l’11,5% di loro gioca d’azzardo on line e oltre il 50% ha subito azioni di bullismo e/o cyberbullimo. Studiano, ma molti di loro abbandonano dopo la scuola dell’obbligo, soprattutto gli alunni disabili. Il 2,2%, infatti entra, suo malgrado, a far parte della categoria dei “NEET” (not in education, employment or training), ovvero quei giovani che non studiano e non lavorano, e non sono inseriti in un percorso di formazione. L’Istat ne ha contati addirittura 2 milioni, circa il 24% dei giovani. Il Rapporto del Crc ci restituisce tuttavia anche il dato di adolescenti impegnati nel sociale, con 1’8,5% che partecipa ad associazioni culturali e di comunità e quasi il 10% che vive attività gratuite nel volontariato.

A partire da questi dati, nella nostra città, sabato 18 febbraio alle ore 9,30 al Centro Sociale Giovannini,  si svolgerà un incontro pubblico dal titolo “Giovani e periferie esistenziali”, promosso dal Comune che vedrà la partecipazione di diverse realtà sociali impegnate in attività rivolte ai giovani e agli adolescenti. Interverranno infatti l’Asp, l’Ufficio di Pastorale giovanile, l’Ufficio Diritto allo studio del Comune di Imola, l’Ufficio di Piano Nuovo Circondario Imolese, il Centro giovanile Ca’ Vaina, Solco prossimo, Seacoop, Ciofs, Officina Immaginata, Polisportiva Juvenilia, Fondazione Bagnaresi, Alecrim, Progetto Marconi in rete e Caritas diocesana. Per il Comune  saranno presenti Roberto Visani, assessore alle Politiche sociali, Elisabetta Marchetti, assessore alla Cultura, Giuseppina Brienza, assessore alla Scuola, Mario Peppi, consigliere delegato ai progetti con l’Associazionismo e Giulia Barelli, consigliere delegato ai progetti rivolti ai giovani.

“Gli adolescenti hanno bisogno di adulti significativi e di luoghi dove possano sentirsi accolti e valorizzati. Con questa iniziativa intendiamo rafforzare la collaborazione e la sinergia fra gli attori del cosiddetto “quadrilatero formativo”: famiglia, scuola, istituzioni e Terzo Settore. Insieme possiamo offrire ai nostri ragazzi luoghi e opportunità di aggregazione capaci di generare comportamenti responsabili e fiducia nella vita” sottolinea Roberto Visani, assessore alle Politiche sociali . Da parte sua Elisabetta Marchetti, assessore alla Cultura dichiara “è importante aprire un confronto per proporre politiche non solo a contrasto del disagio, ma anche a favore dell’agio con un’attenzione ai temi del sostegno alla creatività, lavoro, formazione, cittadinanza attiva. Occorre favorire un protagonismo attivo dei ragazzi e delle ragazze per costruire progetti con i giovani”.

Giuseppina Brienza, assessore alla Scuola evidenzia “la scuola è una protagonista fondamentale per l’educazione dei bambini e degli adolescenti e sempre più si interroga e mette in atto strategie utili che possano essere un sostegno per le famiglie ed i propri figli. Le attività di contrasto alla dispersione scolastica che la scuola mette in campo giornalmente attraverso i propri progetti sono, insieme alle tante altre iniziative di tipo aggregativo ed educativo, una risorsa fondamentale per l’inclusione e la crescita dei giovani a che possano diventare adulti consapevoli”.

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