Morosità incolpevole: emergenza abitativa anche a Imola?

Morosità incolpevole: emergenza abitativa anche a Imola?

Riceviamo e pubblichiamo dall’assessore alle Politiche Abitative di Imola Roberto Visani

Nella città di Imola, gli sfratti per morosità richiesti nel corso del 2016 sono stati 43. Le famiglie residenti nell’Erp che lo scorso anno sono state destinatarie di un provvedimento di sfratto sono state 4. Ad oggi sono poi 189 le famiglie che vivono nelle case popolari avendo accumulato una qualche forma di morosità. Di fronte a questo fenomeno, giustamente si chiede alla politica di affrontare il problema attraverso un intervento strutturale con l’obiettivo di limitare gli sfratti per morosità incolpevole e offrire risposte dignitose alle persone e alle famiglie in difficoltà.

Le azioni messe in campo in questi anni sono state diverse. In primis il nostro Comune si è fatto carico di un piano straordinario di riqualificazione del patrimonio abitativo pubblico che negli ultimi tre anni ha consentito di assegnare più di cento alloggi ad altrettante famiglie in difficoltà.

Negli ultimi anni l’ASP si è ripetutamente trovata ad affrontare la necessità di dover  collocare persone singole o nuclei familiari a seguito di provvedimenti esecutivi di sfratto conseguenti a condizioni di morosità. La collaborazione costante fra il Comune, i servizi sociali e l’Ufficiale giudiziario ha consentito di affrontare sempre le singole situazioni coniugando il rispetto della legalità con la necessaria attenzione alle persone. L’intervento dei servizi sociali, caratterizzato prevalentemente da azioni preventive di sostegno ai nuclei fragili, può giungere a  prevedere la necessità di un collocamento  del soggetto o del nucleo familiare in contesti abitativi diversi quali alloggi di servizio per famiglie, comunità con supporto educativo per donne sole con minori, spazi condivisi per adulti soli. L’intervento dei servizi sociali riguarda anche l’erogazione di contributi economici finalizzati al sostegno abitativo attraverso diverse azioni che vanno dal pagamento temporaneo del canone d’affitto, al pagamento di caparre per permettere alle famiglie di sottoscrivere un nuovo contratto, fino a soluzioni temporanee in alberghi, B&B, affittacamere o ostelli. Questi interventi hanno determinato nel 2016 una spesa complessiva di circa 116 mila euro a favore di 168 nuclei familiari. A questi vanno aggiunti 551 mila euro del Fondo sociale per l’affitto di cui hanno beneficiato 835 famiglie. Va specificato che, in caso si morosità dei beneficiari, il  contributo è stato erogato al locatore al fine di allontanare provvedimenti di sfratto. Sul fronte dell’emergenza abitativa, significativo è l’accordo di collaborazione fra Comune, ASP e Caritas, realizzato con il contributo della Fondazione della Cassa Risparmio di Imola e finalizzato ad offrire soluzioni abitative temporanee ad affitto agevolato destinate a nuclei familiari in situazioni di disagio sociale.

In questi anni, un aiuto concreto è arrivato anche dal “Protocollo sfratti” sottoscritto  dal nostro Comune presso la Prefettura di Bologna : in questi anni abbiamo attinto dal “Fondo nazionale destinato agli inquilini morosi incolpevoli” 77 mila euro che hanno aiutato 17 famiglie. Di recente è stato sottoscritto il nuovo Protocollo che prevede alcune novità importanti fra cui la copertura al 100% del debito dei locatori e la possibilità di destinare il contributo anche agli inquilini dell’Erp.

Un sostegno economico alle famiglie arriverà anche dall’introduzione del Sostegno all’inclusione attiva e dal Reddito di solidarietà finanziati dallo Stato e dalla Regione Emilia-Romagna. Si tratti di strumenti di sostegno al reddito (fino a 400 euro al mese per un anno) che coinvolgeranno i servizi sociali territoriali nell’accompagnamento delle persone in difficoltà per andare oltre una logica assistenzialista e favorire politiche di reinserimento attivo nel mercato del lavoro o nel mondo della formazione e dell’impegno sociale.

Le azioni messe in campo sono dunque varie, ma sappiamo che c’è ancora tanto da fare e la presenza, anche nella nostra città, di case senza persone e di persone senza casa rappresenta una contraddizione sociale che interpella tutta la comunità.

La nostra intenzione è quella di continuare a procedere, passo dopo passo, nella direzione di un welfare generativo che accompagni e responsabilizzi le persone in difficoltà in modo tale che possano riacquistare una loro autonomia di vita. La Regione Emilia Romagna, da parte sua, ha introdotto nuovi criteri per regolare l’assegnazione e la permanenza nelle case popolari, dando un messaggio chiaro: chi oggi entra in un alloggio pubblico non potrà rimanervi per tutta la vita e la sua permanenza sarà legata al fatto che reddito e patrimonio non superino certi limiti. L’idea è quella di andare verso un welfare temporaneo, dinamico e non per tutta la vita. La sfida è complessa ma la comunità imolese, storicamente capace di generare innovazione e inclusione sociale, ha in sé la forza per farcela.

 

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