Unificazione degli ospedali, i dubbi rimangono

Unificazione degli ospedali, i dubbi rimangono

IMOLA – Sono molte le reazioni politiche arrivate a seguito delle dichiarazioni del sindaco metropolitano, Virginio Merola, di voler avviare il percorso per unire gli ospedali metropolitani, dichiarazioni alla quale si sono associate le Ausl di Imola e di Bologna, raccogliendo in qualche modo la sfida. E le preoccupazioni sono più di una, perché con il termine “unificazione” non è ancora ben chiaro chi manterrà cosa e soprattutto come saranno riorganizzati i servizi, le prestazioni erogate e lo stesso personale.

A esprimere perplessità è il consigliere del Gruppo misto (Nuova Intesa Civica) Nicolas Vacchi.

“Il sindaco Manca ha affermato sulla stampa un sostanziale sì alla circolazione del personale ma no alla fusione della ASL. Ma questa unificazione delle reti cliniche ci allarma non poco – afferma Vacchi -.
A nostro avviso, i vertici non chiamano “fusione” quella delle ASL Imola e Bologna,  perché probabilmente in questo caso dovrebbero tagliare delle poltrone. Mentre con l’unificazione delle reti cliniche si suppone che faranno fronte alla carenza del personale sanitario ed amministrativo, facendo girare medici e impiegati fra le varie reti cliniche dell’intera area metropolitana, senza però toccare minimamente le posizioni di vertice, che rimarrebbero presumibilmente garantite.
Scenario plausibile? Se così fosse, avremmo vertici non toccati dai tagli , medici e impiegati che girano freneticamente fra i vari ospedali. In tutto questo i servizi ai pazienti saranno così celeri ed efficienti? I dubbi sono molti”.

Anche dall’associazione Tommaso Moro si levano critiche. “Guardiamo con grande preoccupazione il confuso, e a nostro avviso anche approssimativo, dibattito sulla tema sanità imolese e dell’area metropolitana bolognese che si è sviluppato fuori dalle sedi proprie  – afferma il presidente Alessandro Mirri -. L’autonomia dell’ASL di Imola non si tocca in quanto è la premessa necessaria per discutere alla pari di integrazione nelle reti ospedaliere della città metropolitana per potenziare i servizi e qualificarli e mantenere la necessaria vicinanza ai bisogni della popolazione”. Mirri ha anche invitato il vicepresidente dell’associazione, il consigliere Romano Linguerri, a convocare tempestivamente la commissione sanità al fine di chiarire definitivamente quale sia il percorso che attende l’Ausl di Imola in fatto di riorganizzazione.

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