Danni da grandine, l’appello della CIA Imola

Danni da grandine, l’appello della CIA Imola

Riceviamo e pubblichiamo dalla CIA Imola

IMOLA – Le zone del circondario di Imola sono state colpite in questi mesi da gravi eventi climatici. Grandine e gelo hanno, infatti, seriamente compromesso, e in alcuni casi annullato, la produzione di frutta, in particolare pesche, albicocche e vite. Danni ingenti sono stati registrati anche nella zona del ferrarese per le pere, ma anche per i seminativi in piena fase di spigatura. I mutamenti di stagione obbligano oggi molte aziende a rivedere le proprie colture e a pensare alla loro difesa. Il modello assicurativo a disposizione non è più in grado di rispondere alle esigenze dei campi e questo disincentiva gli agricoltori alla sottoscrizione di un modello che obbliga ad accettare quanto previsto da pacchetti già confezionati che non danno la possibilità di scegliere, ad esempio, da quale evento climatico potersi difendere.

Agea e Agrea, le agenzie per le erogazioni in agricoltura, inoltre, non riescono a rispondere agli impegni che si erano presi. La burocrazia ha ulteriormente complicato le richieste, i tempi sono lunghissimi e la risposta mai comunque certa e conveniente. L’alternativa di una difesa basata solo su reti a copertura dei terreni risulta, in molti casi, inutile e particolarmente costosa. L’inizio della campagna si presenta drammatico, i prezzi sono bassissimi così come sono basse le rese produttive. Come organizzazione agricola non possiamo rimanere silenti rispetto a una situazione che vede il per il terzo anno consecutivo le aziende chiudere con bilanci in rosso. Intanto siamo a ribadire la necessità di un intervento delle nostre istituzioni locali, in primis il Circondario, per sensibilizzare il Ministro dell’Agricoltura e tutto il parlamento sulla necessità di trovare delle soluzioni che possano dare respiro economico alle aziende colpite.

Occorre una sensibilità delle forze politiche sulla valorizzazione del tessuto agricolo che purtroppo non riusciamo a cogliere. Registriamo, invece, la volontà di portare milioni di euro a strumenti come i Consorzi Agrari che negli ultimi decenni non hanno portato valore aggiunto alle aziende socie. Magicamente i soldi per qualcuno si trovano sempre. Prevale la logica della spettacolarizzazione, dei proclami, dei comunicati stampa sparati a raffica per occupare uno spazio mediatico, il tutto per avere visibilità da barattare con le istituzioni per operazioni che nulla portano alla tutela del reddito delle aziende agricole. La politica vuole i coltivatori divisi, in questo aiutata dalla miopia delle organizzazioni agricole. L’unità del mondo agricolo è necessaria per difenderne gli interessi economici. Nonostante ciò non ci sottraiamo alle nostre responsabilità per questo siamo a chiedere nuovamente agli onorevoli Daniele Montroni e Mara Mucci di impegnarsi per verificare la possibilità concreta di attivare fondi nazionali. Vorremmo, inoltre, un aiuto per capire se è possibile attivare anche fondi europei. Così come chiediamo una presa di posizione su un sistema informatico nazionale e regionale che funzioni per presentare le domande di finanziamento che di fatto rappresentano l’unico aiuto che le aziende hanno per sopravvivere. Dobbiamo prendere atto che purtroppo i primati di efficienza, di capacità di governo che hanno fatto di questo territorio e di questa regione quello che siamo non ci appartengono più, sono merce rara. Che sia arrivata l’ora di cambiare interlocutore politico? Abbiamo bisogno che qualcuno ci ascolti veramente.

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