Lo sfogo di Errani: “ecco perché l’accordo per vendere i prodotti grandinati non è andato in porto”

Lo sfogo di Errani: “ecco perché l’accordo per vendere i prodotti grandinati non è andato in porto”

IMOLA – “Sono deluso e amareggiato. Non andrò mai  più fiducioso dal primo cittadino a mettere a disposizione le mie idee, pensando di trovare in lui una collaborazione per fare qualcosa in città”. Sono parole dure quelle del consigliere ex Pd Domenico Errani, agricoltore di professione e che oggi siede nel gruppo Mdp. Errani rivolge un attacco diretto all’amministrazione comunale che non è riuscita a fare andare in porto il progetto di mettere in vendita, presso i punti della grande distribuzione, i prodotti “grandinati”.

Una ipotesi inizialmente annunciata con grande enfasi dall’assessore all’Agricoltura Pierangelo Raffini, poi sgonfiatasi senza motivazioni chiare se non quelle, da parte delle organizzazioni agricole, di una difficoltà organizzativa dato l’alto numero di aziende colpite.

Ma per Errani le cose non stanno proprio così, e i retroscena di questa vicenda non esita a svelarceli.

“Dopo l’ultima grandinata a me e ad altri quattro produttori agricoli  viene un’idea, quella di provare a chiedere un incontro con la grande distribuzione per mettere in vendita prodotti colpiti dalla grandine ma ancora in buone condizioni – spiega -. Mi sembra una buona idea, e allora che faccio?  Chiamo  il sindaco e gliela sottopongo: politicamente gliela regalo. E poiché non sono un bambino: gli dico: ‘mi raccomando, due cose: la prima, non ‘appropriarti dell’idea’,  la seconda, tieni conto che dopo la metà di maggio iniziamo la raccolta.”

Detto fatto, il sindaco evidentemente parla con l’assessore Raffini che esce sui giornali con questa grande idea che tutti hanno potuto leggere sui giornali. “A quel punto sono stato zitto, mi interessava raggiungere il risultato – spiega Errani -. Ma quel che è accaduto dopo è anche peggio. Non sono stato minimamente coinvolto, non è stata fatta nemmeno una verifica dei produttori che avrebbero aderito. In fin dei conti bastava uno spazio all’interno della Coop o del Conad, in giornate prestabilite, e i produttori avrebbero potuto tirare su anche qualche migliaio di euro. E invece l’idea è stata alla fine liquidata, escludendo a priori questa opportunità. Fossero state anche solo quattro aziende, cosa costava far partire il progetto? Quello sarebbe stato un reale segnale di vicinanza agli agricoltori”.

“Se non sai che le nostre produzioni di vallata hanno la peculiarità di essere precoci e tu , politica, ti muovi solo per apparire, per fare due articoli sul giornale e dichiararti solidale con gli agricoltori, ma non adotti le misure giuste e nei tempi giusti per le caratteristiche del territorio, ti rimarranno solo gli articoli di giornale, ma quando e se arriverai a fare qualcosa le produzioni saranno già terminate, le aziende agricole rimarranno da sole con i loro problemi e sempre più distanti e sfiduciate dalla politica”, conclude sconsolato Errani.

Leggi anche

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>