Cassonetti per indifferenziato, a Bologna Hera ci ripensa. A Imola no

Cassonetti per indifferenziato, a Bologna Hera ci ripensa. A Imola no

IMOLA – Che sia poco igienico azionare una leva manualmente, in prossimità della “bocca” dalla quale passano i rifiuti indifferenziati di centinaia di cittadini, è un dato di fatto. Ed è anche la lamentela che puntualmente rivolgono i cittadini all’amministrazione comunale non appena in un quartiere o in una frazione vengono posizionati i nuovi cassonetti di Hera per la raccolta indifferenziata.

Vale la pena ricordarne un attimo il funzionamento. Si spinge un pulsante, si avvicina la tessera. Si tira manualmente la leva, si introduce il sacchetto (che deve essere di dimensioni molto ridotte), si riaziona la leva per farlo scivolare giù. Anche da Sesto Imolese sono arrivate le proteste per questa operazione contestata come poco igienica, tanto che alcuni cittadini stanno pensando di promuovere una raccolta firme.

A Imola però il Comune tira dritto con il nuovo sistema. A Bologna, invece, nel quartiere Savena, Hera ci ha ripensato, a seguito delle proteste dei cittadini che hanno portato poi il Comune a chiedere alla multiutility di elaborare un nuovo prototipo di cassonetto. E al quartiere Savena questo prototipo è arrivato davvero ed è completamente diverso dal cassonetto utilizzato a Imola. Si spinge solo un pulsante e la “bocca” si apre automaticamente senza bisogno di leve da azionare manualmente. A Bologna, tra l’altro, la sperimentazione sarà molto più lunga. I cassonetti nuovi dell’indifferenziato per ora sono solo una decina e si presume ci vorrà un annetto per entrare a regime e dare il tempo alla popolazione di abituarsi.

A sollevare la questione è il consigliere regionale di Forza Italia Galeazzo Bignami che, tra l’altro, aveva depositato una interrogazione in Regione. La Regione tuttavia ha fatto sapere che  “i cassonetti con calotta, predisposti per la misurazione dei conferimenti dell’indifferenziato e propedeutici all’applicazione della tariffazione puntuale, non hanno causato contestazioni nel Comune di Imola né in altri Comuni” ma solo – appunto – nel quartiere Savena a Bologna.

Singolare, perché a Imola di lamentele di questo tipo ce ne sono state parecchie.

“La domanda legittima allora è: perché a Imola si continua a insistere con questo modello e non si avvia una sperimentazione con un’altra tipologia di cassonetto? – prosegue Bignami -. Perché la Regione non ne sa nulla? E se è vero che le scelte di Hera passano dalle migliori tecnologie disponibili sul mercato e dalla sperimentazione in campo per quale motivo non si è deciso di testare prima questi cassonetti magari acquistandone in numero minore e provandoli preventivamente in zone limitate per testarne la funzionalità? Queste domande saranno certamente oggetto di un mio nuovo atto ispettivo in Regione perché ritengo doveroso andare a fondo della questione”.

(La foto del cassonetto installato al quartiere Savena è tratta da Il Resto del Carlino

 

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