“Il colore dell’anima”, Gottarelli in mostra al San Domenico

“Il colore dell’anima”, Gottarelli in mostra al San Domenico

Si intitola “Il colore dell’anima” la mostra di opere di Tonino Gottarelli, a cura di Claudio Spadoni, che verrà inaugurata sabato 16 settembre, alle ore 18, al Museo di San Domenico, a Imola. L’esposizione, che rimarrà aperta fino al 29 ottobre 2017, è organizzata dalla “Fondazione Centro Studi Tonino Gottarelli” in collaborazione con i Musei civici e l’Assessorato alla Cultura della Città di Imola, ed ha il patrocinio della Regione Emilia Romagna e dell’IBC.

 

Un omaggio a 10 anni dalla scomparsa – “A 10 anni dalla scomparsa di Tonino Gottarelli, con questa mostra intendiamo rendere omaggio al momento più intenso della sua produzione artistica, caratterizzato da un maggiore vigore cromatico, che comprende i cicli di opere dedicate alle nevicate, alle strade ed ai segnali stradali delle nostre colline, a paesaggi, tramonti,  fiori e nature morte” spiega Mariana Campean, direttore artistico Fondazione Centro Studi Tonino Gottarelli. Saranno un centinaio le opere esposte nel quadriportico del Museo di San Domenico, provenienti da collezioni private e suddivise nei cicli pittorici sopra richiamati, intervallate da pannelli che riportano i pensieri e le riflessioni dell’artista, a testimoniare l’intensa attività letteraria di Gottarelli, che dal 1942 al 1995 ha pubblicato 16 volumi che raccolgono novelle, poesie e riflessioni saggistico-filosofiche. A completare la mostra, che è coordinata da Valter Galavotti, nel grande atrio che apre il percorso espositivo sarà proiettato un video, a cura dell’associazione App&Down, che proporrà una lettura in chiave contemporanea dell’opera di Gottarelli. “A 17 anni dalla precedente personale dedicatagli dai musei comunali, questa mostra vuole ricostruire la storia di un artista caratterizzato da una grande riconoscibilità della sua opera, profondamente legato e identificato con il paesaggio e l’humus della nostra città e del suo territorio” sottolinea Valter Galavotti, coordinatore della mostra.

Guardare è dar vita alla distanza - 80x100 cm - acrilico e collage su tela 1993, collezione privata“Abbiamo messo il massimo impegno affinché la mostra rappresenti un evento di riferimento e un motivo di orgoglio per la Città di Imola” spiega Guido Soglia, presidente della Fondazione Centro Studi Tonino Gottarelli. Tanto più nel caso di un artista le cui caratteristiche “ne fanno un esempio di singolare mescolanza tra arte e cittadinanza – sottolinea il sindaco di Imola, Daniele Manca – al quale la sua città desidera rendere omaggio, orgogliosa di poter promuovere anche la voce di un suo figlio che, attraverso la sua opera, ha aiutato tutti noi a conoscere meglio noi stessi e la nostra terra e che rappresenta una parte fondamentale della cultura del nostro territorio”. Da parte sua, Elisabetta Marchetti, assessore alla Cultura afferma “i Musei di Imola hanno come missione anche quella di sostenere, promuovere e divulgare la conoscenza di artisti e artiste locali. Per questo è stato naturale condividere e sostenere una mostra che valorizza il talento e la lunga carriera di un pittore poeta che Imola ama e desidera celebrare a 10 anni dalla sua scomparsa. Gli spazi del Museo San Domenico sono la casa naturale per ospitare le opere di Tonino Gottarelli”.

 

Quando l’emozione diventa pittura – Pittore ed anche poeta, Tonino Gottarelli (Imola, 1920 – 2007) per oltre quarant’anni (la prima personale, tenuta a Faenza, risale al 1960) ha declinato la propria attività artistica in particolare sul versante della pittura.

“Per me è più facile dipingere che scrivere, ed un’emozione preferisco di regola renderla attraverso la pittura – raccontava Gottarelli -. Dipingo con estrema immediatezza, e potrei paragonarmi a quegli scrittori capaci di scrivere cinquanta pagine in due o tre ore, senza mai interrompersi”. Non a caso proprio con queste parole, che racchiudono in maniera emblematica le due anime – pittura e poesia – del maestro imolese, si apre il testo di Claudio Spadoni, curatore della mostra. Un’immediatezza che andava di pari passo alla capacità di attesa, per cogliere quel momento particolare, unico, irripetibile in cui un dettaglio di un paesaggio, piuttosto che di una sfumatura del cielo, diventa il focus della tela stessa. Non era raro incontrarlo mentre percorreva con la sua bici da corsa le strade di Imola e delle colline circostanti, per trarre ispirazione da quei paesaggi, da quei cieli, perfino dai cartelli stradali e dai pali della luce, che grazie alla sua emozione diventavano opera d’arte. Come scrive Claudio Spadoni, “nel suo candore – ma era una conquista filosofica – e dunque in piena consapevolezza, ha vissuto la condizione dell’inattuale come sospendendo il tempo, fermando i suoi passi per cogliere il mistero che si cela dietro una curva che nasconde il seguito della strada… e insieme la levità dei petali di un fiore, pali che si stagliano a congiungere terra e cielo… E i cartelli, appunto, d’ogni tipologia e colore”. Quella di Gottarelli è una pittura fatta di “un’emozione da trascrivere per immagini, colori, forme, con l’immediatezza, la spontaneità, la rapidità del gesto pittorico, della pennellata che scorre, indugia per un attimo, sfiora la superficie come sospinta da una folata di vento, o si addensa fissandosi sulla tela o sul foglio” aggiunge Claudio Spadoni.

“Obiettivo della mostra è proprio quello di far capire e apprezzare la grande qualità di questo artista, apparentemente facile, accattivante, in verità estremamente complesso, capace di far ‘esplodere’ i colori, di rendere la poeticità della materia con colori squillanti” sottolinea Spadoni, che aggiunge “per capire l’opera di Gottarelli, l’originalità dell’artista e dell’uomo, bisogna partire dal presupposto che in lui convivevano nel contempo il punto di vista di un filosofo e insieme di un bambino”. Un “filosofo –bambino”, Tonino Gottarelli, che scriveva “l’arte è verità proprio perché è silenzio…”.

 

Eventi collaterali – L’esposizione sarà accompagnata da eventi collaterali, ad ingresso gratuito. Tra questi segnaliamo sabato 30 settembre, alle ore 17, nel Ridotto del Teatro comunale “Ebe Stignani”, il concerto per pianoforte e violino, con Massimiliano e Alessandra Genot,  accompagnato dalla proiezione di opere pittoriche in dialogo con le foto dei luoghi che sono stati fonte di ispirazione per Gottarelli. Mentre mercoledì 11 ottobre, alle ore 21, nella sala prove della Filarmonica Imolese, nel complesso dell’Annunziata (via F.lli Bandiera) che ospita la sede della Fondazione Gottarelli, Claudio Spadoni, curatore della mostra, terrà una conferenza dal titolo “Il colore dell’anima nell’opera d’arte”.

 

Orari apertura: da martedì a venerdì ore 9/13; sabato ore 15/19; domenica ore 10/13 e 15/19. Ingresso gratuito.

Info: www.fondazionetoninogottarelli.com – Tel 0542.24487 – 3394767555 – 347.9441499

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