Vicenda “Alambra”, nuovi solleciti di pagamento agli imprenditori di Vallata

Vicenda “Alambra”, nuovi solleciti di pagamento agli imprenditori di Vallata

VALLE DEL SANTERNO – E’ il consigliere comunale della Lega Nord a Imola, Simone Carapia, a ripercorrere la vicenda “Alambra” tornata di attualità nella Vallata del Santerno dove, pochi giorni fa, alcuni imprenditori si sono visti recapitare solleciti di pagamento da una agenzia pubblicitaria che ha rilevato i crediti della ormai estinta Alambra.

Cos’era Alambra?

Una società pubblicitaria la quale, con un contratto alquanto singolare, scritto in caratteri quasi invisibili, mise alle strette una decina di anni fa commercianti e imprenditori della vallata del Santerno. Ricordiamo che questa società si presentò a tutti con una lettera di “raccomandazione” firmata dal presidente della Comunità Montana Valle del Santerno per chiedere inserzioni pubblicitarie su un opuscolo riguardante la nostra vallata. Ricordo che il mio capogruppo del tempo Enrico Gurioli fu insospettito da questa richiesta di pubblicità in quanto si sapeva di aziende che si erano comportate in modo poco serio e non conoscendo il gruppo Alambra e pertanto non potendo esprimere giudizi presentò una interrogazione al presidente Cavini chiedendo se si trattava di una società conosciuta e se si poteva stare tranquilli. Al primo consiglio la risposta fu tranquillizzante. Tanti imprenditori aderirono, l’opuscolo venne stampato e distribuito. Fin qui tutto bene.

E poi cosa è accaduto?

Dopo un paio di anni nei conti correnti dei sottoscrittori arrivarono RID per il pagamento di nuove inserzioni e di nuove pubblicazioni che nessuno aveva richiesto o di nuovo sottoscritto. Il collega Gurioli, impiegato in banca, si accorse di questo e con un giro di telefonate si riuscirono a bloccare quasi tutti gli addebiti. Come gruppo di minoranza chiedemmo ed ottenemmo dalla Comunità Montana una riunione alla quale parteciparono avvocati e si mise in moto un lavoro per chiudere questo spiacevole scivolone di Cavini, uomo di punta in vallata dell’allora maggioranza.

Il caso divenne addirittura di rilievo nazionale…

La cosa fini a “Mi manda Rai Tre” alla quale partecipò il nostro capogruppo Gurioli il quale si recò a Roma accompagnato da alcuni inserzionisti, consegnò alla redazione tutta la documentazione e ricordo che l’Avv. Ruffolo (l’avvocato della Rai), intervenendo in trasmissione, se non sbaglio, sostenne che vi era responsabilità della Comunità Montana. In trasmissione erano presenti anche inserzionisti di Loiano e del modenese, pure loro rimasti incastrati nel “contrattone” Alambra. Si pensava che fosse tutto risolto, la Comunità Montana è stata chiusa e trasferita al Nuovo Circondario, eppure…

Eppure?…

In questi giorni agli inserzionisti del tempo è stata recapitata una raccomandata da una società “Progetti Editoriali SRL” di Reggio Emilia che, avendo acquistato i crediti del gruppo Alambra, chiede agli inserzionisti cifre singolarmente superiori ai 600 euro. Sconcerto in vallata, una “mazzata” che tante piccole aziende non possono sopportare.  Chiedo pertanto che al più presto venga convocato un incontro con legali del circondario e tutti gli inserzionisti per far fronte comune a questa ennesima richiesta di pagamento. Salvatore Cavini, allora presidente della Comunità montana, non si nasconda e anzi si faccia promotore, assieme al sindaco di Imola Manca e di Fontanelice Athos Ponti di questa difesa dei nostri imprenditori che a suo tempo, sollecitati da Cavini, spesero e si impegnarono per promuovere la nostra comunità.

 

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