Discarica Imola, i Comitati vincono il ricorso al TAR. Annullata la delibera che autorizzava la sopraelevazione

Discarica Imola, i Comitati vincono il ricorso al TAR. Annullata la delibera che autorizzava la sopraelevazione

IMOLA – Il TAR annulla gli atti che hanno autorizzato la sopraelevazione della discarica di Imola e condanna la Regione a pagare 6000 euro ai ricorrenti. E’ decisamente una bella giornata per il Comitato Vediamoci chiaro e per tutti i privati cittadini che hanno sostenuto nel ricorso al Tar le associazioni  WWF, Panda Imola – Associazione di volontariato onlus e Legambiente Medicina. La sentenza odierna pesa come un macigno su un Pd che, a Imola, è già in piena campagna elettorale dopo le dimissioni del sindaco Manca.

Nella sua sentenza il TAR ha rilevato, in sostanza, che l’amministrazione avrebbe dovuto tener conto del parere negativo del Ministero dei beni culturali anche in relazione alla sopraelevazione “non foss’altro perché lo stesso riguardava anche la porzione del progetto di sopraelevazione – già oggetto di parere negativo – e non soltanto la realizzazione del 4° lotto”. Invece, si ricorderà, si era dato “per buono” il parere negativo solo rispetto all’ampliamento mentre era stata autorizzata la continuazione della procedura di VIA in riferimento alla sopraelevazione che, alla fine, era stata autorizzata per 375.ooo tonnellate.

“Ad avviso della Regione – scrive il TAR – poiché la nuova formulazione progettuale della sopraelevazione sarebbe estranea a qualsiasi vincolo ex d. lgs. n. 42 del 2004, il parere reso dalla Soprintendenza e confermato in prossimità della seduta della conferenza di servizi sarebbe ormai privo di efficacia in ragione anche dell’assenza di specifici vincoli su tale area e considerato che la sopraelevazione ricadrebbe nell’area di sedime sulla quale la discarica «Tre Monti» già insisteva”. Tuttavia il TAR specifica che il parere negativo della Soprintendenza andava tenuto in considerazione nel suo complesso e che la Regione avrebbe dovuto valutare “ai fini del corretto iter procedimentale” l’impatto ambientale in un’ottica complessiva dell’intervento e che non vale obiettare “che con la modifica del progetto quel parere, quanto alla prospettazione delle parti resistenti, non sarebbe stato più necessario”.

Alla luce di queste considerazioni, il TAR ha annullato la delibera di giunta autorizzativa della sopraelevazione e le implicazioni pratiche che ne deriveranno saranno da capire nei prossimi giorni. A tal proposito i consiglieri di Forza Italia in Regione e in Comune, rispettivamente Galeazzo Bignami e Nicolas Vacchi, depositeranno specifici atti ispettivi.

“Oggi, grazie alla tenacia dei cittadini, si è scritta una pagina importante per la comunità imolese, per la tutela dell’ambiente, della salute e per il rispetto delle regole”, dicono i consiglieri.

“Ne esce sconfitta la Regione Emilia-Romagna che ha emesso la delibera di giunta a favore della sopraelevazione – spiega Bignami – nonostante le perplessità espresse da tutte le parti a seguito del parere negativo del Ministero. La sentenza del Tar mette in discussione la capacità decisionale della Regione che, sulle politiche ambientali e in particolare sugli ampliamenti di discarica, deve aprire serie riflessioni e fare grandissima autocritica”.

“Non possiamo che complimentarci per la grande vittoria dei comitati e delle associazioni – dice Nicolas Vacchi – che da sempre hanno creduto che stoppare questo progetto fosse possibile, nonostante si avesse a che fare con dei colossi quali ConAmi e Herambiente. Ora aspettiamo solo la pronuncia dell’ANAC al nostro esposto (con il quale abbiamo sollevato dubbi sull’affidamento diretto della gestione della discarica a Herambiente), nell’auspicio che tutti i tasselli vadano al loro posto e si riaffermi, su questa partita, il principio della trasparenza e della correttezza delle procedure. Ora che Manca si è dimesso e adesso che è intervenuta questa sentenza storica, andrebbe messo in discussione l’intero procedimento di VIA tuttora in corso per l’ampliamento. Nella speranza che il prossimo sindaco, non del Pd, possa mettere fine a questo capitolo e lavorare per la bonifica di un sito che già ha dato in termini di stoccaggio di rifiuti”.

Sul tema non si fanno attendere i commenti del M5stelle: “Dopo che Manca e il PD tutto ha fatto la campagna delle amministrative 2013 senza scrivere una sola parola sulla loro volontà di ampliare la discarica di Pediano, oggi i cittadini si prendono una clamorosa rivincita con la sentenza del TAR 184/2017 che di fatto blocca la sopraelevazione dell’impianto e prevedibilmente mette una pesantissima ipoteca su eventuali ulteriori ampliamenti. Sull’argomento invece il M5S ha sempre avuto una posizione assolutamente chiara e un impegno politico e anche economico assolutamente rilevanti fin dal principio: chiusura e bonifica di un sito che era tra le discariche più anziane di tutta la penisola e avvio di un sistema di raccolta porta a porta sull’esempio di consorzi pubblici virtuosi e capaci di funzionare”.

“Avevamo messo in guardia la Regione con una nostra interrogazione, ma nonostante tutto hanno tirato dritto per la loro strada, ottenendo come risultato la bocciatura del TAR dell’Emilia-Romagna”. Non si fa attendere nemmeno il commento di Marco Casalini e Daniele Marchetti, rispettivamente segretario della sezione imolese della Lega Nord e Consigliere Regionale.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire – continuano i leghisti – alla nostra interrogazione infatti la Regione ci disse che l’ampliamento della discarica, sulla base delle verifiche effettuate dagli uffici regionali, risultava compatibile con i vincoli presenti sul territorio, valutazione che portò la Giunta a snobbare il parere negativo espresso dal Ministero dei beni culturali”.

“Presenteremo immediatamente un atto ispettivo in Regione – concludono Casalini e Marchetti – per capire quale sarà il prezzo da pagare per l’operato disastroso del Partito Democratico”.

 

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