Imola, due ragazze molestate in biblioteca. “Le Istituzioni prendano provvedimenti”

Imola, due ragazze molestate in biblioteca. “Le Istituzioni prendano provvedimenti”

IMOLA – “Papà, mentre ero in biblioteca quello là dell’altra volta mi ha toccato di nuovo il sedere come l’altra settimana, cosa debbo fare ? Sentire questa frase da una ragazzina fa salire il sangue alla testa perché è intollerabile e perché cominciano così quasi per gioco le peggiori vicende di abusi femminili. Chiama subito i Carabinieri e arrivo”.

Comincia così la lettera inviata alla stampa dall’avv. Giuseppe Farina che ha voluto raccontare la vicenda pubblicamente per tenere alta l’attenzione su quello che è accaduto alcuni giorni fa alla biblioteca di Imola.

“Un extracomunitario che da tempo staziona/bivacca in biblioteca, fuma all’interno, entra nel bagno delle donne e tiene da troppo tempo condotte illecite e intollerabili – dice Farina -. I Carabinieri sono intervenuti immediatamente portando il soggetto in Caserma per l’identificazione e i provvedimenti del caso. Pare si tratti di un presunto richiedente asilo, da tempo a Imola ma senza alcuna fissa dimora e nullafacente. Sono state sporte due denunce per i fatti accaduti. Ritengo, da operatore del diritto, che sia un nostro dovere non tollerare più condotte che disprezzano la nostra società, le nostre persone, quelle più indifese (le donne, i ragazzi …), le nostre proprietà e il territorio, da chiunque siano poste in essere, italiani e non, ma di più da parte di chi viene accolto da noi, gode di tutti i nostri diritti ma poi ne abusa e li disprezza”, tuona Farina.

“In un luogo pubblico e gestito dal Pubblico, deputato prevalentemente a ragazzini e giovani, garantire la
sicurezza e la tranquillità è un dovere di ogni soggetto: chi gestisce, chi deve controllare, chi viene chiamato per farlo ma anche chi fruisce. La nostra parte l’abbiamo fatta senza timori e senza giocare allo scarica barile delle competenze altrui, tutti dovranno fare lo stesso: è una forma di rispetto dei cittadini, di noi stessi”, conclude Farina.

Intanto la consigliera Brigida Miranda, che siede nell’assemblea del NCI, ha già annunciato un atto ispettivo al riguardo.

“La biblioteca di Imola è sempre stata percepita come un luogo di ordine, di silenzio, di tranquillità. Quanto è accaduto a due ragazze, molestate da una persona di origini straniere che puntualmente bivaccherebbe in questo luogo, deve indurre immediatamente le Istituzioni a prendere provvedimenti. In particolare è necessario chiarire perché questa persona possa sostare in biblioteca tante ore e se la sua presenza sia stata segnalata alla Municipale o a servizi sociali”, spiega Miranda.

“Per questo ho intenzione di presentare una interrogazione al Circondario Imolese per capire se questa persona, in quanto “presunto richiedente asilo”, sia inserito in qualche percorso di tutela gestito dal Circondario e, in caso affermativo, quali controlli vengano svolti sulle persone accolte durante le ore di permanenza fuori dalle strutture preposte. Se invece dovesse trattarsi di persona che non proviene dal Circondario, chiederò all’ente di via Boccaccio di attivarsi, anche attraverso il Corpo unico della municipale, per capire da dove questa persona venga e quale sia il soggetto, la cooperativa o altro ente che si occupa della sua accoglienza. Se, infine, dovesse trattarsi di persona senza fissa dimora, chiederemo di sapere quali provvedimenti adeguati siano stati assunti nei suoi confronti”, conclude la consigliera.

“Apprendo con amarezza le parole dell’amico avvocato Farina. Esprimo solidarietà a lui ed a sua figlia oltre che alle altre ragazze vittime di questi atteggiamenti evidentemente prodromici ad una violenza – è il commento del consigliere di Forza Italia Nicolas Vacchi -. La nostra città e i nostri cittadini sono stanchi di quanto ancora succede, non passa giorno che non leggiamo di una rapina, o di un furto più o meno avvenuto con successo, di una truffa, di un atto di vandalismo, e adesso aggiungiamo all’elenco degli approcci evidentemente maliziosi, violenti e persecutori nei riguardi di giovani che vorrebbero trascorrere solamente un po’ di tempo nel luogo della cultura, quale deve essere la biblioteca”.

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