“Imola in una favola vera”, incontro con la scrittrice imolese Grazia Gistri

“Imola in una favola vera”, incontro con la scrittrice imolese Grazia Gistri

Continua la rassegna di presentazione di libri di donne su donne organizzata per l’8 marzo dal coordinamento donne Cisal Emilia-Romagna al Circolo Sersanti di Imola: il 6 aprile, alle 17 per un tè e quattro chiacchiere insieme e alle 18 per la presentazione della “cronaca fantastica” Imola in una favola vera della scrittrice imolese Grazia Gistri che ne parla con Michela Betti. L’attore Sergio Pizzo ne legge alcuni brani significativi.

L’ingresso è libero e aperto a tutti.

 

Grazia Gistri è imolese d’adozione, Toscana di nascita. Fino a 4 anni fa ha insegnato. In pensione è ancora impegnata ad aiutare volontariamente scolari e alunni. E’ un’artista (Accademia Belle Arti), un’attrice (Teatro stabile di Mordano), scrive poesie, commedie, divertissement e racconti, per non parlare delle “zirudele” per le quali le si riconosce un vero talento. Ha ricevuto premi per le poesie (1° premio al 5° concorso di poesia “Giugnola nel cuore” e una poesia è stata selezionata e pubblicata in seguito al concorso “Voci di donna” indetto dal comune di Ravenna) e molti racconti hanno ottenuto segnalazioni e riconoscimenti a livello nazionale e regionale (5 pubblicati in altrettante antologie dalla casa editrice Historica). Tutte le commedie per ragazzi sono state rappresentate a teatro (Imola e Mordano) e una è arrivata seconda a un concorso dedicato. La commedia per adulti “Amiche per la pelle” è stata rappresentata al teatro di Mordano, al Lolli di Imola e sarà rappresentata a Badia Polesine in autunno.

 

“Imola in una favola vera” è l’ultimo suo lavoro, ancora inedito. Imola diventa lo sfondo di un’avventura veramente vissuta, ma che appare circondata di magia. E’ come una cronaca fantastica che racconta vari momenti di un laboratorio teatrale di donne che si impegnano per denunciare gli abusi sempre subiti, ma per dare anche speranza.

Nel testo sono presenti ricerche su piante e pietre preziose, come parte della favola, perché ogni cosa nel testo è a cavallo fra fantasia e realtà; l’unico elemento reale e solido è la città che accoglie l’esperienza.

Non mancano riflessioni sull’essere donna oggi e ieri.

Il libro, che più che un romanzo la si può definire una “cronaca fantastica”, mette in evidenza un modo di guardare la vita con occhi sempre stupiti, con l’incanto che sempre accompagna i bimbi di fronte a piccoli grandi eventi.

Dice di sé: “Ho amato il mio lavoro, mi ha arricchito e fatto sentire utile, mi ha permesso di donare ad altri qualcosa che non è oggetto, che non è premio, ma che è soprattutto amore. D’altra parte credo di essere stata amata più di quanto io non abbia amato. Ho avuto il sostegno e l’affetto di zii, cugini, insegnanti, amici, colleghi, oltre quello canonico della famiglia e quindi toccava a me sostenere i piccoli e lasciare loro il senso di contare per qualcuno, di essere importanti, amati perché stimati e rispettati per quello che sono. In ogni persona si cela una qualche meraviglia!”

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