“La civica Focus ci porterà al ballottaggio”

“La civica Focus ci porterà al ballottaggio”

IMOLA – La lista civica ‘Focus per Imola‘, nata dalla fusione della storica lista ‘Per Imola‘ con l’associazione ‘Focus’, attiva da un paio d’anni, “puo’ fare la differenza e portarci al ballottaggio”. Ne e’ convinto il candidato sindaco del centrodestra Giuseppe Palazzolo, che questa mattina ha presentato la lista in conferenza stampa, cogliendo l’occasione per rilanciare su alcuni punti del suo programma. Due, in particolare, i punti del programma della lista illustrati dai suoi rappresentanti Alessandro Fiumi e Maria Cristina Mazzieri: in primis la necessita’ di “aumentare gli impianti sportivi in citta’ e di riqualificare quelli esistenti, come la palestra ‘Chicco Ravaglia’, il cui parquet e’ inadeguato e provoca infortuni, anche gravi, ai ragazzi che giocano li'”, e in secondo luogo l’esigenza di “rivitalizzare il centro storico”. Sul punto interviene anche Palazzolo, affermando che “dobbiamo riportare la luce in piazza Matteotti: oggi alle 19 li’ e’ tutto buio, noi invece rifaremo tutta l’illuminazione pubblica”. Il candidato sindaco si dice inoltre convinto della necessita’ di “rimodulare le tariffe dei parcheggi per non vessare i cittadini”, di “prevedere sgravi fiscali per non strozzare gli esercizi commerciali”, di “riqualificare la Rocca” e di “dare delle prospettive ai giovani”. Su quest’ultimo punto, Palazzolo annuncia di voler “chiamare gli imolesi che lavorano in grosse aziende estere come Google e Facebook perche’ ci aiutino con la loro professionalita’, perche’ Imola non puo’ restare confinata nel ‘sistema Emilia-Romagna'”.

L’aspirante sindaco rilancia poi sull’Autodromo, promettendo una riduzione delle giornate rumorose e un miglioramento della gestione, a cominciare “dal sito di Formula Imola, dove ora non funziona nemmeno la versione in inglese”, e sull’esigenza di “far ripartire le attivita’ produttive, il turismo e l’agricoltura”. Quest’ultimo settore, afferma, potrebbe rappresentare “un’opportunita’ per i giovani tra i 18 e i 29 anni, a cui si potrebbero affidare dei terreni comunali per coltivare prodotti tipici: insomma, le risorse ci sono, ma bisogna sfruttarle, e non limitarsi a dire ai giovani di ‘alzare il c…’ come e’ stato fatto finora”.

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