Imola, maestra di scuola dell’infanzia ai domiciliari con accusa di maltrattamenti

Una maestra di una scuola dell’infanzia di Imola è finita ai domiciliari con l’accusa di maltrattamento aggravato e lesioni personali ai danni di bambini, per fatti che sarebbero stati commessi dal 2015 al 2018. Secondo l’accusa avrebbe maltrattato i bambini fisicamente e verbalmente, utilizzando anche toni dispregiativi nei confronti dei bimbi stranieri.

Lo scorso luglio, però, alcuni genitori, i cui figli avevano appena terminato la scuola materna, hanno denunciato la cosa al commissariato imolese. Sono dunque partiti gli accertamenti installando delle telecamere nella sezione ‘incriminata’. Al termine delle indagini, il gip di Bologna, Rita Zaccariello, ha disposto per la maestra, una 55enne, la misura cautelare degli arresti domiciliari, accogliendo la richiesta della pm Manuela Cavallo. La donna è indagata per lesioni personali aggravate e per maltrattamenti su minori, aggravati dall’odio razziale e dal fatto di essere stati commessi in “un istituto di formazione, con abuso dei poteri o in violazione dei doveri inerenti a una pubblica funzione o a un pubblico servizio”. Nel dettaglio, la maestra è accusata di aver maltrattato alunni fra i tre e i cinque anni con “atti di violenza verbale e fisica, intimorendoli con urla e minacce di punizioni corporali, denigrando i loro genitori anche, nel caso dei bimbi di origine straniera o extracomunitaria, con riferimenti dispregiativi a sfondo razziale o discriminatorio verso i luoghi di provenienza”. I fatti documentati dalle riprese delle telecamere riguardano, ovviamente, solo l’anno scolastico in corso, ma i maltrattamenti si protraggono, secondo gli investigatori, fin dal 2015.

Dagli accertamenti svolti all’Ufficio scolastico regionale è infatti emerso che già nel giugno 2016 un gruppo di genitori, alcuni dei quali hanno anche firmato l’esposto presentato lo scorso luglio al commissariato di Imola, aveva segnalato il comportamento violento della maestra. La segnalazione, però, non aveva avuto seguito, in quanto le autorità scolastiche “avevano ritenuto ‘la non sussistenza di elementi tali da supportare l’eventuale apertura di un accertamento ispettivo'”. Nel corso del tempo, poi, erano state fatte “numerose segnalazioni alla dirigenza scolastica” e proprio ai primi di novembre la dirigente dell’istituto aveva inoltrato all’Ufficio scolastico una di queste, in cui la madre di un bambino di origine probabilmente nordafricana lamentava maltrattamenti fisici nei confronti del figlio da parte della maestra. Quanto documentato dalle telecamere, comunque, è stato ritenuto dal gip più che sufficiente per disporre gli arresti domiciliari. Tra gli episodi avvenuti il mese scorso, gli investigatori segnalano strattoni, schiaffi, colpi “simili a quelli di karate”, insulti come “stupido, imbecille, stronza, deficiente, disgraziato, cretino, idiota e scemo”, minacce di ritorsioni a un bambino che aveva raccontato ai genitori dei maltrattamenti subiti, accompagnati da riferimenti denigratori verso gli stessi genitori (“se facevano un po’ di scuola erano molto più intelligenti… ti riducono come una larva, che non hai voglia di fare niente! Solo disturbare la quiete pubblica, fortuna che c’e’ la polizia!… Al loro Paese!”). Allo stesso bambino la donna aveva detto anche “non capisce niente questo qua”, invitando i compagni a prenderlo in giro e minacciando, in un’altra occasione, di “attaccarlo al soffitto” se avesse raccontato nuovamente alla madre dei maltrattamenti.

A riprova della sussistenza dell’aggravante della discriminazione e dell’odio razziale, il gip richiama anche la frase “quei pochi italiani vengono poco perché c’ho della gentaglia”, detta dalla maestra a una bidella davanti ai bambini. Questa, si legge nell’ordinanza cautelare, è “la summa del pensiero” della donna, che “si sente umiliata perché costretta a prendersi cura di bimbi non italiani, ‘gentaglia’ al pari dei loro genitori, colpevoli di inquinare la scuola e fare si’- secondo lei- che i genitori italiani non iscrivano i propri figli alla ‘sua’ scuola”. Dunque la maestra, con i suoi comportamenti, ha causato alle sue piccole vittime non soltanto danni fisici come “piccole lesioni, lividi e graffi”, ma anche morali, con comportamenti che secondo il pm potrebbero avere “un potenziale effetto devastante sullo sviluppo psicofisico dei minori”, e che per il gip hanno “abbattuto sotto ripetuti colpi- e sono colpi durissimi, destinati a rimanere impressi in modo indelebile nella memoria e nella personalità delle vittime- i principi fondamentali su cui è fondata la Repubblica (articoli 2 e 3 della Costituzione)”, oltre a “contrastare con l’articolo 34 della Costituzione, che prescrive una scuola ‘aperta a tutti'”. Per questo, dato il pericolo di reiterazione dei reati contestati e il fatto che il comportamento della donna “dimostra, oltre che un’indole anaffettiva e scevra da ogni empatia nei confronti dei bimbi, la totale mancanza di consapevolezza del disvalore penale delle proprie azioni”, Zaccariello ha deciso per gli arresti domiciliari. Inoltre, per impedire alla donna di “esercitare indebite pressioni sui bimbi, sui loro familiari o nell’ambiente di lavoro”, il gip ha disposto di “inibirle di comunicare con persone diverse da quelle che convivono con lei o che l’assistono”.

Fonte: Agenzia DIRE

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