La violenza va condannata, sempre. Rifondazione è d’accordo?

La violenza va condannata, sempre. Rifondazione è d’accordo?

IMOLA – La violenza va condannata sempre e comunque: non solo quella fisica ma anche quella verbale o psicologica. Su questo, dovremmo essere tutti d’accordo.

A Imola, negli ultimi tempi, si sono manifestate parecchie forme di”violenza” che aggrediscono soprattutto la manifestazione libera del pensiero, l’arte, la cultura, oppure offendono credenze e convinzioni religiose. Pensiamo agli atti vandalici ai danni della lapide di Papa Giovanni Paolo II, alla deturpazione della lapide ai martiri delle foibe (sul retro era comparsa la scritta “Tito” con una bomboletta spray), alle scritte “W il Duce” che hanno imbrattato i murales nel sottopassaggio della stazione, al danno causato dai vandali al Fantaveicolo in piazza Caduti per la Libertà. Di recente, pure la bacheca di Rifondazione comunista è stata oggetto di vandalismo. Colpita con un martello. Tutti atti da condannare, senza se e senza ma.

E giustamente il PRC ha parlato di “inusitata violenza compiuta in pieno giorno”, di “rabbia vigliacca”, chiedendo alle forze dell’ordine e alla Polizia municipale di “voler vigilare per difendere i beni pubblici che insistono all’interno della nostra città”. Per carità, tutto lecito. Certo, facciamo un po’ fatica a dimenticare gli attacchi di Rifondazione, assolutamente ingiustificati, alla manifestazione imolese per i due Marò trattenuti in India, alla difesa d’ufficio verso chi aveva definito i due Marò come “assassini di pescatori”, agli attacchi alla presidente del Consiglio comunale, Paola Lanzon, rea di aver preso parte alla “maschilista” e provocatoria manifestazione per i due fucilieri del San Marco. Il tutto, con ben poco rispetto verso le Istituzioni e verso quelle Forze dell’ordine oggi chiamate a difendere e proteggere la bacheca di Rifondazione.

Certo, gli occhi un po’ strabuzzano davanti a tanta enfasi: “Rifondazione non si farà affatto fermare da tanta codardia, degna delle peggiori intimidazioni del passato ed anzi questa bieca minaccia ci dà ulteriore forza e slancio per il nostro lavoro politico quotidiano” additando il gesto come “atto fascista”. Strabuzzano perché, proprio l’altro ieri, alcune rappresentanti di Rifondazione, partecipando al corteo femminista contro la violenza sulle donne, hanno insultato pesantemente i ragazzi e le ragazze che militavano al banchetto della Lega Nord regolarmente concesso. Per non parlare delle parole tutt’altro che “non violente” pronunciate all’arrivo di Salvini a Imola. O degli attacchi che ripetutamente, via social, vengono lanciati al consigliere regionale della Lega Nord, Daniele Marchetti, che mai una volta ha ricevuto solidarietà da Rifondazione. Mentre la Lega non ha esitato a condannare l’atto vandalico ai danni della bacheca del PRc.

Dettagli? No. Perché la violenza e la non violenza non sono dettagli. MAI. Ci sono linee di confine precise per distinguere ciò che è violento da ciò che non lo è. E la non violenza consiste, prima di tutto, nel rispettare il pensiero altrui. Cosa che il partito di Rifondazione, ogni tanto, a Imola, pare si dimentichi di fare. Certo, qui nessuno pretende che Lega e Rifondazione dialoghino tra loro, ci mancherebbe. Ogni tanto vorremmo solo che il contradditorio si svolgesse nell’ambito della correttezza propria della democrazia. Nella speranza che questa riflessione serva per aprire un dibattito costruttivo nella Città di Andrea Costa e non susciti l’ennesima reazione non propriamente pacata da parte di qualcuno. Cordialmente.

 

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