Discarica, parla l’Arpa: sforamenti dei livelli di legge nei pozzi preposti al controllo del percolato

Discarica, parla l’Arpa: sforamenti dei livelli di legge nei pozzi preposti al controllo del percolato

IMOLA  – Una conferenza stampa che avrebbe dovuto avere la funzione di fare chiarezza sul tema dell’ampliamento della discarica, convocata dal sindaco di Imola Daniele Manca alla presenza della direttrice dell’Arpa Bologna Maria Adelaide Corvaglia. Una conferenza stampa doverosa: forse l’Arpa avrebbe dovuto essere presente anche all’assemblea pubblica del 26 ottobre dove invece, al tavolo, erano seduti solo i referenti di Hera e del ConAmi, i soggetti che riceveranno i dividendi dal business dei rifiuti.

Ebbene, cosa ha chiarito stamane l’Arpa? Che ci sarebbero stati “sforamenti importanti” dei livelli previsti per legge all’interno dei pozzi spia adibiti al controllo della tenuta delle vasche di contenimento del percolato.

Detta così, non suona granché bene. E certamente questa nuova ombra che cala sullo stato di salute della discarica Tre Monti è un motivo in più per marciare sabato 7 novembre (alle 9.30 con partenza dalla Rocca sforzesca) contro il suo stesso ampliamento.

Pare che i rilievi Arpa risalgano al 12 e al 17 ottobre scorso (a luglio era stato definitivamente riparato il danno che aveva causato nel 2013 lo sversamento nel rio Rondinella): perché si è atteso tanto a comunicare una simile notizia? Fatto sta che adesso la palla passa alla Città metropolitana che è competente in materia, al fine di emettere l’ordinanza con cui chiedere a Hera quali siano state le cause della contaminazione. Hera avrà 30 giorni di tempo per spiegare come intenda risolvere il problema.

Ma procediamo con ordine. Il 12 ottobre, l’Arpa effettua un primo campionamento di acqua dai pozzi spia che si trovano all’ingresso delle vasche 1 e 2 adibite allo stoccaggio del percolato: vasche che risultano inagibili dal 2013 a causa di una anomalia che aveva provocato fuoriuscita di percolato che aveva colorato di scuro le acque del confinante Rio Rondinella. Il gestore in quell’occasione effettuò interventi di impermeabilizzazione, rivestendo le vasche di teli Hpde: il percolato da allora viene stoccato nella vasca 3 ed eventualmente nella vasca 4. All’interno dei pozzi spia dovrebbe esserci solo acqua meteorica e, invece, le recenti analisi dell’Arpa rilevano appunto sforamenti importanti per quanto attiene la presenza di nitriti e solfati e di alcuni metalli pesanti quali arsenico, cromo e nichel. Il 17 ottobre, nel corso di un nuovo campionamento da parte di Arpa, si è scoperta la rottura del telo Hpde, portando l’Arpa a decidere per un controllo anche alle vasche 3 e 4.

Intanto, in una giungla di competenze e di burocrazie spesso inaccessibili ai comuni cittadini, il progetto di ampliamento invece sembra destinato ad andare avanti. Entro il 23 novembre, data praticamente alle porte, potranno essere presentate alla Regione le controsservazioni che poi la Conferenza di Servizio dovrà visionare. Intanto in Regione sono state depositate due risoluzioni: una del Movimento 5 stelle che chiede l’abbandono definitivo del progetto di ampliamento e l’altra di Forza Italia che chiede un monitoraggio indipendente con tecnici esterni e una valutazione di impatto sanitario.

Nel corso del Consiglio comunale di giovedì, il sindaco di Imola svolgerà una comunicazione alle ore 17, sul tema dell’ampliamento del sito Tre Monti.

 

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