Rifiuti, con le nostre tasse pagheremo 3 milioni di euro di incentivi a Hera?

Rifiuti, con le nostre tasse pagheremo 3 milioni di euro di incentivi a Hera?

IMOLA – Si scrive “fondo d’ambito”, si legge “incentivo alla solita multiutility” (Hera S.p.A). Ha dell’incredibile la “novità” messa sul piatto dalla Regione ER che, per diminuire la produzione dei rifiuti si è inventata un fondo d’ambito da 11 milioni di euro di cui ben 7 finanziati dai cittadini attraverso la Tari. Ogni Comune sarà chiamato a contribuire sulla base dei rifiuti non avviati a riciclaggio. Peccato però che la redistribuzione apra parecchi interrogativi, visto che buona parte del fondo (circa 4,5 milioni) sarà distribuito ai gestori per adeguare i servizi. E, udite udite, da prime simulazioni risulta che al bacino di gestione Hera spetteranno 3milioni di euro, la fetta più grossa degli incentivi riservati ai gestori.

Vediamo di capirci meglio. La Regione prevede che tale fondo, cui saranno chiamati a contribuire tutti i Comuni, venga distribuito in parte ai Comuni virtuosi (pochi in verità quelli che superano almeno il 70% di raccolta differenziata) e in parte ai gestori quale incentivo per migliorare le prestazioni (raccolta porta a porta e interventi mirati).

“Ma per quale motivo – attacca il consigliere regionale Galeazzo Bignami – devono essere ancora una volta i cittadini a pagare per le carenze di un gestore, in questo caso Hera, che avrebbe dovuto inserire da tempo questi adeguamenti nei suoi mega bilanci? Ciò che contestiamo è che, in questa fase, il gestore del servizio non viene mai chiamato in causa, nemmeno per contribuire in minima parte alla creazione di questo fondo”.

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il consigliere regionale Galeazzo Bignami

“Tra l’altro, a nostro avviso, – prosegue il consigliere – la Regione sta entrando in contrasto con la normativa nazionale, il DPR 158/99 che stabilisce esattamente le voci di costo dei Pef. Significa che la Regione, attraverso Atersir, non può, a nostro avviso, caricare nei Pef  una quota del fondo per ogni Comune, semplicemente perché la normativa prevede che il Pef si componga solo delle voci direttamente riconducibili all’erogazione del servizio. Il fondo d’ambito è un incentivo, dunque facoltativo, e la Regione non può obbligare i Comuni a contribuire. Invito pertanto i sindaci a ricorrere presso il Tar o a chiedere un parere alla Corte dei Conti per far valere i propri diritti e per non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini, già spremuti all’inverosimile. Ovviamente, di fronte a una tale lettura dei dati attendiamo una replica dettagliata e siamo pronti a essere smentiti, cosa che, tra l’altro, auspichiamo fortemente”.

 

I numeri sul Circondario imolese e Bologna. Simulazioni

Imola. Imola (appena 54% di raccolta differenziata) sarà chiamata a contribuire per la somma di 125.204 euro inseriti nella voce CCD (costi comuni diversi) del Piano finanziario. Di questi, 73.335 andranno per l’adeguamento dei servizi (ossia al gestore). I rimanenti saranno accantonati, perché Imola non raggiunge la quota del 70% di raccolta e dunque non si può procedere alla redistribuzione in quanto Comune virtuoso.

Bologna. (40,9% di raccolta differenziata, una tra le percentuali più basse regionali) Bologna sarà chiamata a contribuire per 713.190 euro di cui 488.223 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Borgo Tossignano. Contributo di 7.203 euro di cui 6.547 per adeguare servizi (il resto accantonato)

Casalfiumanese. Contributo di 6.202 euro di cui 5.157 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Castel del Rio. Contributo di 2.683 euro di cui 2.089 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Castel Guelfo. Contributo di 8.837 euro di cui 7.249 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Castel San Pietro. Contributo di 42.557 euro di cui 29.557 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Dozza. Contributo di 12.381 euro di cui 8.380 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Fontanelice. Contributo di 3.990 euro di cui 3.206 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

Medicina. Contributo di 28.662 di cui 29.958 per adeguamento servizi (differenza di – 296 euro)

Mordano. Contributo di 8.197 euro di cui 5.344 per adeguamento servizi (il resto accantonato)

“Va precisato – conclude Bignami – che, siccome non c’è certezza che il prossimo anno questi Comuni superino il 70% di raccolta differenziata, non vi è nemmeno certezza che queste somme accantonate ricadano effettivamente sui Comuni stessi il prossimo anno. Con la conseguenza che anche queste ultime somme potrebbero essere “girate” al gestore sotto forma di incentivi il prossimo anno fin tanto che la soglia utile del 70% non sarà raggiunta. Sembra inoltre che le criticità maggiori si rilevino proprio sul bacino di competenza di Hera. L’altro colosso, Iren, infatti, presenta molti più Comuni virtuosi che insistono sul proprio territorio di competenza e anche la somma destinata all’adeguamento dei servizi ammonta a “soli” 758.489 euro. Per quale motivo, dunque, in questi anni Hera non ha adeguato i propri servizi per una più virtuosa e sostenibile raccolta differenziata? E perché proprio ora interviene questo regolamento, tra l’altro in una fase già molto delicata legata anche all’indagine in corso sui rendiconto dei PEF?”

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