Castel San Pietro Terme ristruttura l’Arena

Castel San Pietro Terme ristruttura l’Arena

«I finanziamenti sono una grande opportunità per il nostro territorio, per il sistema turistico, per completare un grande progetto di riqualificazione del patrimonio culturale imolese».

Questo il commento dei sindaci di Imola e Castel San Pietro Terme, Daniele Manca e Fausto Tinti, alla notizia che la Regione Emilia-Romagna ha ammesso un progetto integrato dei Comuni di Imola e Castel San Pietro Terme ai finanziamenti dell’Asse 5 POR – FESR 2014 – 2020, oggetto di un apposito bando dedicato alla valorizzazione delle risorse artistiche, culturali e ambientali del territorio. Per il progetto è stato deliberato un contributo di 1,5 milioni di euro.

 

«Il nostro intento – sottolinea Manca – è proseguire nella valorizzazione del percorso museale che comprende un patrimonio storico di eccellenza, costituito dal Convento di San Domenico, dalla Rocca Sforzesca, da Palazzo Tozzoni, luoghi che già ospitano eventi culturali, attività museali e di intrattenimento e rappresentano una offerta turistica da qualificare in connessione con quella delle strutture della ricettività e della enogastronomia locale. Il tutto in collegamento con il Comune di Castel San Pietro Terme, perché la promozione turistica deve necessariamente guardare ad aree più ampie di una singola città, per creare un’offerta in grado di intercettare il più alto numero possibile di visitatori. Grazie di cuore alla Regione, agli assessori Andrea Corsini e Massimo Mezzetti per questa grande opportunità di valorizzazione del nostro patrimonio».

 

«Lavorare insieme è più efficace ed efficiente che lavorare da soli! – così esprime la propria soddisfazione il sindaco Tinti – Dalla sinergia con Imola e dalla condivisione dei medesimi obiettivi strategici con Daniele Manca, Castel San Pietro Terme ha ottenuto un risultato strategicamente importantissimo: la riqualificazione urbana dell’edificio Arena delle Terme che rappresenta uno dei passi fondamentali per riavviare la rigenerazione economica in chiave turistica della Città e del comparto termale-golfistico. Anch’io ringrazio l’assessore Corsini, l’assessore Mezzetti e quanti in Regione hanno creduto in questo progetto, inclusa l’attenzione premurosa della consigliera regionale castellana Francesca Marchetti. La promessa che faccio è che questi soldi saranno spesi bene e, attraverso competenza e partecipazione, Castello potrà riavere uno spazio culturale di grande valore».

 

san-domenico-archeoQuello finanziato è, come detto, un progetto integrato, dal titolo “Dal Sillaro al Senio”, che mira a creare una sinergia tra il sistema dei Musei civici di Imola e la storica Arena di Castel San Pietro Terme, al fine di potenziare l’offerta culturale e artistica di tutto il Circondario imolese.

L’intervento sul convento di San Domenico a Imola prevede il recupero del chiostro quattrocentesco e dei locali destinati ad ospitare il nuovo museo archeologico del territorio imolese compreso tra i fiumi Sillaro e Senio, da oltre 30 anni assente. In questo modo si chiuderebbe il lungo cammino di recupero architettonico del complesso, iniziato negli anni settanta del Novecento. Attualmente il Museo di San Domenico ospita dal 2011 le Collezioni d’Arte della Città e dal 2013 il museo Giuseppe Scarabelli di storia naturale, il piano terreno è dedicato alle mostre temporanee e a spazi per la didattica museale. Obiettivo prioritario dell’intervento sarà il recupero del chiostro rinascimentale datato 1480 e la riorganizzazione distributiva e funzionale dei percorsi in rapporto ai servizi e alle sezioni museali già esistenti. Una parte del portico e il cortile interno potranno essere collegati direttamente con l’esterno del convento tramite la porta di accesso originaria, aprendo nuovi spazi alla città per manifestazioni e  intrattenimento. L’intervento interesserà, inoltre, anche gli antichi refettorio e antirefettorio. Proprio in questa zona, durante i lavori di restauro del complesso condotti nel 2000-2002, sono emersi i resti di una domus romana, la cosiddetta “domus del rasoio” e di ambienti medievali. L’area di scavo, opportunamente sistemata con il riposizionamento dei mosaici restaurati e la creazione di percorsi sopraelevati, diverrà un punto di forza del nuovo Museo archeologico.

 

Per quanto riguarda Castel San Pietro Terme, il progetto integrato “Dal Sillaro al Senio” prevede in particolare il restauro dell’edificio della Torre Scenica dell’Arena comunale, un’opera che era da anni un sogno del cassetto per l’Amministrazione Comunale e per i tanti cittadini castellani che hanno a cuore il bel teatro all’aperto della città, nato negli anni ’30.

Dopo il primo intervento sugli spazi esterni di una decina di anni fa, che ha consentito di utilizzare l’Arena per rassegne cinematografiche e spettacoli teatrali e musicali, il nuovo progetto punta infatti ad intervenire sull’imponente fabbricato con ingresso in viale Terme, attualmente inutilizzato, restaurandolo e dotandolo nuovamente di tutte le attrezzature sceniche e degli spazi di servizio interni (atrio e biglietteria, camerini, depositi), e soprattutto al ripristino del palco e della cavea per orchestra originari, in modo da ricostituire pienamente la suggestione dell’insieme.

L’intervento comprende anche l’adeguamento dell’edificio alle normative vigenti (antincendio, impiantistica, strutturale sismica, accessibilità ai diversamente abili) e propone di affiancare allo stabile originario una nuova scala di servizio con ascensore integrato, che renderà agevole l’accesso dal viale delle Terme.

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