Andrea Minguzzi: “Arrivederci lotta”. Il futuro del campione dopo l’addio alla lotta agonistica

Andrea Minguzzi: “Arrivederci lotta”. Il futuro del campione dopo l’addio alla lotta agonistica

Poteva esserci un finale più bello? L’ex campione olimpico di lotta greco romana Andrea Minguzzi ha lasciato quest’anno il mondo della lotta agonistica conquistando il titolo di campione italiano assoluto nella categoria 98 kg. La gara di marzo ad Ostia, a distanza di tre anni dal precedente Assoluto, è dunque stata l’ultima per il campione imolese, anche per via dei limiti imposti dal regolamento. La carriera del Minguzzi d’oro, figlio d’arte e fratello del giovane Mirco che si allena presso l’Usil e fa parte del progetto federale Tokyo 2020, si ferma così a un oro alle Olimpiadi di Pechino 2008 (negli 84 kg), due bronzi europei e ben 11 titoli di campione italiano Assoluto.

 

Ma l’addio agonistico del campione, che ha emozionato l’Italia quando al termine dell’ultimo incontro ha lasciato le scarpette sulla materassina come inchino alla lotta, non significa un addio al tanto amato sport.

 

“Il mio amore per la lotta non termina con la parola fine data alla mia carriera agonistica. Credo di avere ancora tanto da poter dare a questa disciplina di lunghissima tradizione che però oggi in Italia fatica ad appassionare sportivi e pubblico. E credo anche nell’importanza della lotta come disciplina sportiva completa che può contribuire allo sviluppo psico-fisico dell’individuo fin dai primi anni di vita. Per entrambe queste motivazioni mi piacerebbe occuparmi di insegnare e tramandare la lotta, portando ad Imola, la mia città, il progetto sportivo e sociale della Polizia di Stato che prevede la realizzazione di centri sportivi dove educare allo sport i giovani e tenerli così lontani dai guai. Nel mio caso vorrei promuovere la lotta, ma esperienze simili in Italia sono quelle del judoka olimpico Giuseppe Maddaloni a Napoli e di Salvatore Rinella a Termini Imerese, sempre nella lotta. Quella di Imola, certamente, non è una realtà difficile come quelle citate, ma anche qui oggi si può vedere come la crisi economica abbia colpito numerose famiglie, che non possono permettersi i costi di far seguire uno sport ai propri figli. Il mio obiettivo, con il progetto del gruppo Sportivo Fiamme Oro di cui faccio parte, è quello di rendere il mio sport, la lotta, alla portata di tutti, anche alla fasce di reddito più basse, e con un approccio professionale. Si tratterebbe di un progetto che in alcuna maniera urterebbe il lavoro delle vicine società esistenti a Imola e a Faenza, che è giusto che continuino a lavorare come fanno da anni. Il mio progetto sarebbe semplicemente un’opportunità in più per chi non può permettersi una disciplina sportiva con retta mensile e per la crescita della disciplina stessa”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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