Paola Lanzon ricorda Celso Morozzi, consigliere a Imola dal 1970 al 1985

Paola Lanzon ricorda Celso Morozzi, consigliere a Imola dal 1970 al 1985

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Paola Lanzon in ricordo di Celso Morozzi, consigliere Comunale a Imola dal 1970 al 1985.

E’ prassi giusta di questo Consiglio comunale ricordare le persone che hanno dedicato una parte della propria vita alla servizio amministrativo della nostra città, che sono stati protagonisti,  nella stessa aula in cui noi oggi ci troviamo,  del gioco democratico che dal dopoguerra in avanti ha scritto la storia della nostra Città. Persone che sedute in questi stessi banchi hanno discusso, litigato, mediato pensando evidentemente ognuno di essere nel giusto, per costruire l’Imola che noi oggi abbiamo l’onere e l’onore di rappresentare.

Pertanto quando Cesare Baccarini mi ha segnalato la scorsa settimana che era venuto a mancare il 9 ottobre scorso l’ex collega consigliere comunale Celso Morozzi,  ho concordato in conferenza dei capigruppo di ricordarlo, come è giusto che sia, oggi in quest’aula.

Celso Morozzi è stato Consigliere comunale e capigruppo per il partito Socialista Italiano dal 1970 al 1985 con i Sindaci Gualandi e Solaroli.

E’  stato anche Presidente dell’Ente Ospedaliero : lo era  sicuramente nel 1978 l’anno dell’entrata in vigore della legge Basaglia, con tutto ciò che ne consegue.

E’ stato presidente per 13 anni della Cooperativa Aurora seconda dal 1982 al 1995 .

Non ho conosciuto Celso Morozzi e quindi il mio è un raccontare per fatti e per date: ho solo le parole di Cesare Baccarini, che lo descrive come “ persona intelligente, onesta politicamente, corretta ed equilibrata”:  se vi pare poco.

Preparandomi al Consiglio di oggi ho provato ad immaginare le sedute di allora, non tanto o non solo per ciò che poteva svolgersi qui all’interno, ma per ciò che si svolgeva all’esterno di quest’aula non solo a Imola , ma in Italia.

Se  proviamo insieme  a contestualizzare di quali anni, di quale periodo della storia italiana stiamo parlando, viene quasi un brivido:

  • il 12 dicembre 1969 Strage di Piazza Fontana a Milano:una bomba esplode a Milano, provocando diciassette vittime e ottantotto feriti;
  • il 22 luglio 1970 Strage di Gioia Tauro:  un treno deraglia sui binari sabotati precedentemente da una bomba, uccidendo sei persone.
  • : il 4 agosto 1974 Strage dell’Italicus  una bomba ad alto potenziale esplode sul treno Italicus provocando 12 morti e 48 feriti.
  • il 16 marzo 1978 Strage di Via Fani : Aldo  Moro   viene rapito dalle  Brigate Rosse  e cinque  della scorta vengono uccisi.
  • il 9 maggio 1978 le Brigate Rosse uccidono Aldo Moro.
  • E arriviamo al 2 Agosto 1980 : la strage della stazione di Bologna.

A Bologna in quegli anni, dal 1970 al 1983,  era Sindaco Renato Zangheri:

Chi di noi non ha davanti agli occhi l’immagine del volto del Sindaco  Zangheri , teso ,  la sua voce che scandisce parole pesate, scelte,  drammatiche ; chi non ricorda l’immagine di Zangheri sul palco a Bologna, davanti alla intera città,  con il Presidente Pertini al suo fianco, con la mano appoggiata  lì, quasi a difendere l’istituzione rappresentata dal Sindaco in un momento così decisivo?

Che anni devono essere stati.

Quella di generazione di  amministratori è riuscita a superare periodi politici difficilissimi per l’intero Paese; periodi dai quali le istituzioni democratiche avrebbero potuto uscire distrutte , cosa che non è stata.

l’Italia era davanti ad un bivio.

Ognuno di noi può trarre da quegli avvenimenti , secondo la propria sensibilità e convinzione,  lo stimolo che ritiene più giusto, ma a prescindere dalle diverse posizioni politiche, a tutti quegli amministratori  e amministratrici, a Celso Morozzi , che ricordiamo qui questa sera, va il nostro grazie.

E’ nei momenti di difficoltà che ognuno dimostra chi è veramente.

Per concludere voglio esprimere la mia vicinanza ,e sono certa quella dell’intero Consiglio comunale,  alla famiglia, ai figli Massimo e Maurizio qui presenti, ai suoi amici,  a tutti coloro che con lui hanno collaborato nel lavoro e nell’attività politica , che certo non mancheranno di ricordarlo ulteriormente in ulteriori iniziative a lui dedicate.

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