L’assessore regionale Mezzetti: “ecco perché voto no al referendum”

L’assessore regionale Mezzetti: “ecco perché voto no al referendum”

IMOLA – “Questo clima da ultima spiaggia, l’esasperazione e la drammatizzazione del voto non reggono. In queste settimane hanno collegato la crescita dello spread e il pericolo della destabilizzazione del Paese alla vittoria del NO. Voglio tranquillizzare le persone sul fatto che lo spread cresce per ben altri motivi”. Non usa mezzi termini l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti, in quota Sel, che sul referendum del prossimo 4 dicembre è distante anni luce dalle posizioni del presidente regionale Stefano Bonaccini.

Mezzetti è intervenuto ieri sera a Imola, al centro sociale Tozzona, invitato dal Comitato “Umberto Terracini” per sostenere le ragioni del NO. Dopo l’introduzione dello studente di Storia Federico Borsari, Mezzetti ha chiarito la sua posizione.

“Anche nel 2006 la volontà popolare bocciò una riforma costituzionale – ha spiegato -. Ma a nessuno saltò in mente, allora, di dire ‘l’importante è cambiare’ oppure ‘piuttosto che niente meglio piuttosto’. Questa è una riforma costituzionale, o la si scrive bene o la si scrive male. E questa è scritta tecnicamente e giuridicamente male, è pasticciata e piena di contraddizioni. Aggiungo che non è affatto vero che se non si cambia adesso non si cambierà più. Dalla sua nascita la Costituzione è stata modificata già 16 volte”.

Anche sul tema dell’Italicum, l’assessore è netto. “Ci dicono che questa riforma non è collegata all’Italicum. Invece è strettamente collegata se è vero che anche la Corte Costituzionale ha rinviato il giudizio per il timore di condizionare l’esito referendario”.

Mezzetti ha anche parlato della poca comprensibilità del nuovo testo (in riferimento al nuovo articolo 70): “la Costituzione è del popolo e tutti devono essere in grado di comprenderla”.

Infine, sulla riduzione dei costi della politica, in riferimento al tetto massimo imposto alle indennità dei consiglieri regionali, il fronte del NO ha più volte ricordato che per ridurre le indennità basta una legge ordinaria come quella dell’Emilia-Romagna che ha portato a 5000 euro lordi le indennità per i consiglieri. “Certo è singolare – ha evidenziato l’assessore – che in Costituzione abbiano inserito un tetto massimo per i consiglieri regionali e non per i parlamentari”. Dimenticanza?

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